mercoledì 28 gennaio 2026

Fantasmi dal passato; io fittizio... Guadando il fiume

 

Da qualche tempo ho smesso di rimanerci male, di essere deluso; 
ho smesso da quando ho razionalizzato l'idea dell'evidenza che vedevo e vedo;

l'io che ci governa e guida, di cui siamo sempre sicuri, che in anni di "sistema" ed educazione si trova composto di idee, convinzioni, sicurezze, stereotipi, fedi, morali, memi; quello che riteniamo (erroneamente), unico ed originale é in realtà un semplice copione, una semplice e omologata replica.

Un servitore incapace di servire il nostro nucleo energetico o anima per chi così la chiama.

Certo l'io sarebbe strumento capace di riflette la reale volizione del nostro vero... Sarebbe ma, di fatto, non lo é. É un cruscotto dei comandi dove ogni strumento misura in modo errato.

Quindi, con chi rimanerci male? Essere deluso da chi? ... Da una replica, neanche consapevole del vero di se stesso?! Illuso di meritare un opinione realmente concreta?

Vedo repliche, vedo fantasmi con la sola convinzione di essere vivi, di poter incidere con il mondo e con chi sa che cosa.

Un giorno, di molti anni fa, semplicemente ho smesso, quando ho toccato e razionalizzato che, al massimo del mio sforzo, potevo solo far parte di quella matrice e così facendo ne diventavo ancora parte, ancora una volta... Perdevo me, smarrivo l'incidenza del e nel reale.

Ricordo un film dove si domandava: "Pillola rossa o pillola blu?"

Nel film sembrava semplice, nel film... La realtà che vivo è proprio quella; ci si sente e si é soli ma é una solitudine completa e rotonda, felice, nessuno vede ma questo, non mi rende meno vivo.

Le molte volte che ho provato a "svegliare" qualcuno, per amicizia, per amore o per scelta consapevole, ho sempre e senza eccezione, ricevuto indietro tradimenti, sporco, incomprensione, rabbia, disprezzo, accuse, pretese, giudizi e senza che tutto ciò servisse a qualcosa.

Più ho investito vita, più la reazione è stata forte e assoluta; ho amato profondamente, più di quanto non vedranno mai, ho investito energia e vita e sono stato tradito o per meglio scrivere, hanno tradito il loro profondo essere.

Il bello è che non sento nulla rispetto a loro, loro semplicemente non sono, non esistono nel mondo reale, come potrei avercela con un programma, con una matrice? Ombre nel mondo reale che intravedo e che non posso svegliare, costantemente vivo questo...

Sono risentito con me stesso, di come abbia potuto investire così tanto, vedo tutto ciò e malgrado questo, ho avuto la presunzione di poter incidere... La macchina non si batte, nessuno può farlo.

Così, con amore, per l'ennesima volta, curo le mie ferite, in fondo, autoinferte, accetto (con sofferenza) la perdita di chi ho amato, in fondo non sono mai usciti dalla matrice, dal programma e con dolcezza infinita, lascio andare... Così con le loro critiche, accuse, rabbia, motivazioni, giustificazioni e tuto ciò di cui hanno bisogno per accreditare ciò che non funziona e non funzionerà mai... Vedo le loro frustrazioni, le malattie che subiranno, le angosce, la loro infinita irrealizzazione, le loro spiegazioni, la loro inconsistenza, superficialità e pochezza.

Ho notato che abbiamo costantemente attivi nella testa o almeno provano ad esserlo, fantasmi,  anche dal passato: vecchi amici persi, persone care che ci hanno lasciato, amori andati, affetti che a vario titolo abbiamo accarezzato e che se non "passano" nella testa durante il giorno; vengono o possono venirci a trovare nei sogni ed è proprio lì che possiamo e dobbiamo ancor più intervenire.

Questi fantasmi non esistono più, non fanno più vita, sono andati per sempre ma, la macchina li usa per farci cadere, per riproporre (all'infinito) il programma, per ristabilirci nella vita fittizia, dove con il pilota automatico la consumiamo, come repliche, senza mai realmente saperlo, senza mai vederlo veramente.

Routine: sveglia, lavoro, casa, famiglia, malattie, desideri, sogni, obiettivi, successi, disgrazie, marketing, modelli da seguire, convinzioni, fedi, merce, ecc.

Guardo e sorrido; immagino la nostra Terra, un puntino sperso ai margini della galassia, in un angolo di chissà quale infinito, dove la sua presenza o meno, è assolutamente ininfluente... Eppure, su quel puntino, quella che definiamo umanità si accalca, in guerre, si confronta su religioni o politica, immagina un qualche dio salvifico e si scanna per denaro... Assoluti fantasmi, come potessero ingannare il tempo e l'energia.

La nostra galassia viaggia oltre i due milioni di chilometri/h verso ciò che viene definito il "Grande Attrattore" e dove è destinata a fondersi tra qualche miliardo di anni e nel mentre l'uomo ha chissà quale presunzione, la gran parte di ciò che costituisce questo cosmo non la vediamo, non la conosciamo, come la materia oscura, non conosciamo nulla e crediamo di sapere tutto.

Abbiamo solo un semplice dovere, quello di corrispondere al nostro nucleo energetico, di avere un "io" reale, di essere vivi e di vivere prima di morire.

La natura ci ha dotato di tutti i mezzi e strumenti per realizzare il nostro scopo, in salute e in felicità e neanche questo facciamo...

Ho 60 anni, sono sano da sempre, sono felice da un pò meno, sono vivo e continuo il mio viaggio; la mia mente si fermerà, morirà qui, questo è il gioco, non l'ho deciso io ma, ho scelto e deciso di giocarlo, senza alibi e senza scuse; se la mia "anima" continuerà o meno, in fondo, non è importante, ciò che conta è solo ed esclusivamente di vincere o perdere, di realizzare o meno il nostro progetto di natura, con gioia, amore e felicità... In fondo è semplice, come la Vita!

sabato 25 ottobre 2025

Nel mezzo di un gelido inverno

Ho trovato molto interessante la serie televisiva "Peaky blinders", da molti spunti su cui riflettere ed un spaccato preciso circa la genitura.

In effetti non ho visto spesso personaggi leader che, seppur... https://substack.com/

giovedì 9 ottobre 2025

Luna, Luna piena

L'alba pulisce ogni pensiero, ognuna apre un nuovo possibile, si nasce.

Niente vi è paragonabile, non accade solo fuori... https://substack.com/

martedì 7 ottobre 2025

Mi piace il vino e tra questi,  particolarmente il "Carignano" produce sensazioni particolari in me, entra in risonanza con le mie cellule, dallo stomaco e dalla pancia si irradia in me.

La produzione di questo caratteristico vino è quasi tutta incentrata nel Sulcisregione compresa fra le ultime propaggini montane della Sardegna sud-occidentale e il mare. Probabilmente furono i Fenici, fondatori dell'antica Solci nell'isola di Sant'Antioco, ad introdurre questo vitigno in Sardegna.

Noi siamo ciò di cui ci nutriamo e non mi riferisco solo ai cibi o a quello che beviamo, ma anche e soprattutto a ciò che proviamo, a quello che pensiamo e a dove poniamo la punta della nostra azione.

Ricordo quando, molto tempo fa...    @fabriziorinaldi

venerdì 26 settembre 2025

Nei dintorni del Coraggio

Non molti hanno realmente coraggio, perlopiù scappano. 

Non perché scappare sia sempre sinonimo di codardia, piuttosto, a volte, é mancanza d'intelligenza.

Difficilmente si ha sufficiente comprensione, sufficiente autopercezione, tale da poter essere concretizzata attraverso reale umiltà; ritenendo di essere intelligenti e spesso, anche molto.

Così si scappa, relegandosi nella cieca convinzione di aver ragione; quale ragione?! Relativamente a cosa? Perché?

Ho analizzato, studiato, osservato questo particolare atteggiamento dello scappare, del fuggire, può essere schematizzato ed é ricorrente in questa tipologia psicologica con comportamenti ed atteggiamenti omologanti e risultati pragmatici scarsi, fondamentalmente, da perdenti.

Tra questi comportamenti ed atteggiamenti si possono riscontrare: abbandonare le situazioni quando bisognerebbe "tirar fuori le palle", questo vale sia per gli uomini che per le donne, fino all'emigrare in altri stati, quasi sempre, dopo aver fallito nel proprio paese, si fallisce in un altro o in altri; avere la tendenza alle chiacchiere che definisco "da parrucchiere" cioè, parole senza nessuna semantica reale, vuoto a vuoto, con argomentazioni negative su altri e/o giustificazioni personali, basate su scuse o realtà fittizie; hanno spesso un compagno o una compagna o qualcuno/a che utilizzano come "cestino dei rifiuti" inondandolo di parole ed elucubrazioni mentali prive di reali fondamenti, inoltre e quando gli viene permesso, tendono a fare "terra bruciata" soprattutto nei confronti del leader del contesto in cui sono riusciti (momentaneamente) ad inserirsi.

Esternamente propendono nel darsi importanza e non hanno reale capacità di vedere oltre le parole e di leggere le corrette intenzioni ed anche quando sono capaci e dotati di conoscenza, perdono per aver tralasciato un qualche aspetto o dettaglio.

Di fatto si accomodano in situazioni che giustificano con motivazioni a cui credono, spesso anche colpevolizzando gli altri per i personali errori; alla resa dei conti, risultano incapaci di autonomia, sia nella sfera lavorativa che in quella personale. In quest'ottica, non ne ho conosciuto alcuno che fosse riuscito in un lavoro proprio, mentre avevano la loro maggior efficenza come dipendenti stipendiati.

Lo stesso anche nella sfera personale, incapaci di dare reale valore aggiunto, reale avanzamento, reale amore, piuttosto cercando di immettere "senso di colpa", anche rinfacciando qualsiasi cosa abbiano creduto di dare o di fare.

Capaci di grandi (apparenti) imprese ma, in definitiva ed alla luce dei fatti, fallimentari.

Parlano anzi, sparlano di ogni cosa passandola per il loro filtro di (fittizia) realtà, possono essere simpatici, interessanti, talvolta, quasi carismatici, eppure é sufficiente osservare in modo scevro ed imparziale la loro vita, i loro risultati concreti, oltre le scuse che accampano e ogni maschera ed accomodamento si dissolve e cade.

Senza eccezione, si potrà verificare che: non hanno prodotto reali successi, anzi sono costellati da esperienze o fallimenti da cui sono scappati, non hanno uno stile di vita adeguato, per lo più parlano e spesso si trincerano dietro la stima e riconoscimenti che "altri" gli attribuiscono e stoltamente se ne compiacciono.

Scappano, continuano a farlo, costruiscono (apparentemente) e poi puntualmente distruggono ciò che hanno costruito, la mancanza di umiltà li rende per lo più, presuntuosi, in sostanza, non hanno una vera connessione alla realtà, alla forza, a loro stessi.

Tra loro si riconoscono e si rinforzano; personalmente, ho sempre perso, anche quando o investito molto su qualcuno di questa specifica tipologia, non hanno il coraggio dell'umiltà, si reputano però coraggiosi ma, sono visti ed il biglietto d'uscita che ho pagato è sempre stato molto oneroso.

Vivono nei dintorni del coraggio, spesso, di luce riflessa del prescelto di turno.

L'intelligenza, oltre a concretizzarsi in modo sostanziale e pragmatico si sostanzia in diverse e molteplici sfaccettature tra cui la capacità di poter comprendere la "relatività" e di saperla gestire.

Sia essa intesa come modi mentali, convinzioni, fedi, credenze, principi, morali, memi, complessi, stereotipi, ecc.

Tutto è relativo e l'intelligente ci "gioca" a proprio ed altrui vantaggio, non ha punti fissi di convinzione ed è costantemente in verifica e soprattutto, autoverifica. Più aumenta il proprio orizzonte, più è capace di relatività e più "gioca" solo, nell'apparente contesto e nella moltitudine.

Invece, questa tipologia psicologica, lascia il vuoto, dentro e fuori, spesso attenti alla forma, mai alla sostanza.

Potenzialmente avrebbero la potenzialità, a volte notevole, di gioco riuscito, eppure non viene storicizzata per un vizio di superficialità, un vizio di umiltà e di presunzione. Scatta prioritario in loro, il giudizio, il giudicare, prima ancora di mettersi in discussione, prima ancora di verificare la loro modalità ed i loro pensieri; ritengono così di mettere in salvo se stessi, rimangono, in realtà, in balia di memi, parte della "macchina", perfetti componenti e strutturanti della "rete".

Ripetono pedissequamente il circolo vizioso di azioni fallimentari, sempre...


... C'è continuamente una via, una strada; il progetto l'ha prevista, il personale progetto è comunque vincente ed in questo non siamo liberi, ovvero, siamo solo liberi di sbagliare.

mercoledì 17 settembre 2025

Mi rendo conto

 Mi rendo conto...
Che ogni cosa che ci serve o ci occorre è già in noi, in quella parte che ci è stata sottratta, in quella zona ancora intatta e inconosciuta.

Così, appena nati, iniziamo a perdere ciò che siamo, mentre acquisiamo forzosamente quello con cui combatteremo sino alla fine, ciò che difenderemo fino all'auto consumazione.

Iniziamo a studiare ad apprendere nozioni, stati d'animo appropriati, morali, fino a dimenticare chi siamo realmente e per quelle idee, per quell'io fittizio, ci sabotiamo, ritenendolo vero e reale, il complesso diventerà guida e riferimento.

 Mi rendo conto...
Che ogni giorno, ogni attimo è unico ed irripetibile, eppure scorre senza di noi perché, non ci siamo più, nel mentre rincorriamo quello che ormai riteniamo essere indispensabile, mentre la memoria ha perso anche le ultime tracce della trafilatura subita e della sofferenza provocataci, crediamo e cerchiamo la felicità in mondo completamente fittizio; abbiamo l'oceano ma, cerchiamo l'acqua nel deserto. Trovarla o meno sarà solo mera ed inutile illusione.

 Mi rendo conto...
Che non riesco più a parlare, che non è utile (quasi sempre) provare ad aprire un piccolo strappo nella scenografia e ho troppi anni per averne ancora la "pazienza" di volerlo fare, ognuno è solo e deve/dovrebbe affrontare il proprio viaggio a ritroso, il viaggio dentro se stessi scalzo e senza miti, con selvaggia freddezza razionale, scevra da ogni piccola ombra di idee e memi aggiunti.

 Mi rendo conto...
Che ci sono persone che credono in Dio, altre in Budda, in Maometto, chi è animista o chi non crede in nulla, chi é di una fazione politica, chi di un'altra e chi di nessuna, chi vuole la guerra, chi cerca la pace e chi cerca di sopravvivere, chi nasce povero, chi ricco e chi viene ucciso; nella casualità dobbiamo trovare l'ordine, credo che questo sia il semplice, dolce e inesorabile gioco della vita.

Combatto ma, sono in pace, a volte soffro ma so di aver vinto, cado ma so già che mi rialzerò... Succede quando combatto per qualcosa: sia Amore o denaro, azione o contemplazione, quando siano battaglie effetti residui di impianti, di memorie cibernetiche, di un me fittizio, di un "Don Chisciotte" senza speranza alcuna e sempre ne pago il prezzo, non ci sono sconti o scorciatoie... Poi mi rialzo, con una meta di nuovo non fittizia; la mente più consapevole, più intelligenza, più piacere e lusso.

Libertà; di vittoria in vittoria senza fine... Mi rendo conto.

Respiro, godo la vita all'ombra di tutto e tutti, cammino felice e un tramonto mi rapisce, non lo vede nessuno, chiusi nei (finti) problemi, nella vuota corsa per arrivare a casa senza saperne neanche il motivo, eppure è li, tutti possono ammirarlo, tutti possono essere felici... È davvero così alto il prezzo da pagare per semplicemente fermarsi? Per capire che non ci sono altre strade, in fondo ed anche se non lo volessimo, dobbiamo respirare, mangiare e bere, dobbiamo curare noi stessi i nostri pensieri, le nostre emozioni e allora alziamo la testa e prima di morire... Viviamo! Mi rendo conto.

Respiro e so che questo respiro sarà unico in tutta la mia vita, un attimo dopo l'altro; respiri, attimi irripetibili, sento il sangue scorrere forzosamente e con irruenza nelle vene, il mio corpo, fedele ed instancabile compagno mi sostiene, mi porta ovunque e non sempre ne ho cura, eppure mi perdona, m'incoraggia e mi dice: "Dai, forza, sono con te; godiamoci questo giorno, respira lentamente e profondamente, la forza scorre: dentro, fuori, ovunque; tutto vibra... Ascolta e assaporane la musica, questo è il paradiso, alza gli occhi e guarda!"

 Mi rendo conto...
Che più si torna, più si gode, più si comprende, più si è felici e più si è soli; non è più bello o più brutto è così, semplicemente così.

Ho vissuto già molto: intensamente e con esperienze che potrebbero riempirne molte di vite ma... E ora?
Si, traguardo dopo traguardo, debbo imparare ancora, ricordare meglio che il meccanismo non comprende, non si spegne mai, non da tregue o pause, "approfitta" di ogni istante di carenza... 

Vorrei ciò che ho voluto, ciò che ho; il piacere di fare bene secondo natura, secondo la nostra natura, quella vera, trasmutare fuori ciò che siamo realmente (dopo averlo riconquistato, ovviamente); ritengo che alla fine sia l'Arte l'ultima frontiera e il momento di quando se ne potrà accedere senza profanarla. Mi rendo conto.

 Mi rendo conto...
Proprio ora ho nuove sfide da affrontare, non volute, non cercate; posso piegarmi sotto il peso problematico delle stesse e così sarà, eppure continuo a guardare l'orizzonte con i suoi tramonti e le albe, il mare e qualche amico, qualche attimo d'amore "rubato" e l'intelligenza capace del lusso.

Esiste il karma, quello dei nostri errori in questa ed unica vita, poi c'è la casualità, la etichettiamo come buona o cattiva, come fortunata o sfortunata, in realtà essa è solo casualità, comincia ad esistere con il nostro concepimento, anch'esso causale ed è possibile usarla per evolvere la nostra mente o per distruggerla, riteniamo di essere liberi, in realtà, siamo solo liberi di sbagliare... Mi rendo conto!

mercoledì 20 agosto 2025

Persone, amici forse, potenzialmente anime... E nel mentre...

Ho riscontrato sulla mia "pelle", sul mio divenire, che ritenere o reputare delle persone sulla base di quanto vedo del loro potenziale non solo è errato ma, soprattutto dannoso.

Ho compreso che, chi vuole avere un reale avanzamento, chi vuole provare a vedere il proprio "progetto di natura" e storicizzarlo, deve investire in volontà, deve poterne pagare il prezzo in termini di umiltà, dedizione ed anche economico.

Essere buoni, essere generosi non significa essere intelligenti, non significa essere efficaci ed ho capito di non esserlo stato.

È un rapporto di proporzioni, di esattezza, non "regalo" più ciò che il limite dell'altro non può comprendere, perché il prezzo poi lo pago io e questo implica una perdita per entrambi.

Tutto deve avere la giusta proporzione, la corretta misura, è un piacere il pagare per chi decide consapevolmente, di voler Essere "di più".

Ho dato luoghi ed esperienze a persone che non potevano capire né avvantaggiarsene, a persone che mi avevano tradito e ciechi, l’hanno poi nuovamente rifatto.

È un errore tecnico, ho sbagliato, ne ho pagato il prezzo sempre e loro non hanno capito nulla...

Si chiama sprecare vita, intelligenza che nessuno ridarà più.

Amici a cui ho aperto il mio cuore, amori persi nelle loro piccole gelosie, nel loro piccolo esistere.

Senza ringraziare sono passati, lasciando le loro frustrazioni e critiche malcelate; hanno perso la loro vita ed io non ho saputo né potuto aiutarli. 

Ora, per chi decido di aiutare c'è un prezzo definito, cosicché non debbano ringraziare ed io possa essere realmente efficace alla loro strada e al loro progetto.

... E nel mentre...

Avere familiarità con il nostro corpo ci da, attimo per attimo, anche il perfetto equilibrio su come nutrirci.

Abbiamo la sensibilità di poter essere ed avere consapevolezza fino alle nostre cellule, esse si attivano e rispondono a ciò con cui decidiamo di nutrirle, a cui decidiamo, coscientemente o inconsapevolmente, di sottoporle, siamo ciò di cui ci alimentiamo.

Il nostro corpo ha un altissimo limite di tolleranza, è capace di smaltire, di sopravvivere anche alla nostra incuria e "pigrizia". 

Personalmente, quando posso e decido di godermi degli spazi dove la natura è ancora abbastanza integra e vibra vitalità, approfitto di super alimenti, per super alimentarmi.

Non sono un nutrizionista ovviamente, percepisco semplicemente le cellule e arrivati un pò avanti con gli anni, il nutrimento di cui abbiamo bisogno e piacere è sempre minore e quando sovraccarichiamo i nostri apparati di metabolizzazione andiamo contro la nostra natura.

Ogni tipologia di dieta è qualcosa di alienante, nel senso che è una cosa che imponiamo da fuori, mentre noi siamo assenti, evidentemente.

Ogni tanto fumo sigari, a me piacciano molto quelli cubani e i domenicani, le foglie di tabacco condensano il Sole ed il microclima di quei luoghi, posso percepirne ogni passaggio, soprattutto di quelli arrotolati a mano, in certi luoghi si trova ancora del pesce sano, pesci che hanno vissuto liberi e del buon vino.

In Sardegna è ancora possibile trovare un ottimo mirto bianco, sembra distillare terra, Sole e mare; così il nostro corpo riesce a metabolizzare vibrazioni, forza e si cura, si autocura.

...

Nel titolo di questo post ho scritto anche: potenzialmente anime, si, nel senso che si ritiene che tutti siano dotati di anima, in realtà non è così; nella mia esperienza, anche dura, anche in reparti di ospedali pediatrici terminali, ho avuto modo di vedere corpi ed emozioni ma, l'anima spesso non c'era; inoltre, molti rinunciano alla propria anima nel corso della vita, cominciano a seguire vari credi: religiosi od altro, seguono stereotipi e modelli sociali fino a diventare zombie.

Di fatto, sono esperienza quotidiana, molti emanano un odore psichico inconfondibile ma, ancor prima si percepisce assenza e vuoto

...

Amare é un lusso, Amare è una capacità ed una scelta, 

il lusso è qualcosa di necessario nella vita.

Persone, amici forse, potenzialmente anime... E nel mentre...

Nessuno userebbe la propria automobile senza olio nel motore o acqua nel radiatore, eppure spesso usiamo il nostro corpo, la nostra macchina secondo memi e stereotipi, come scarico patologico, come spazio dell'inconscio ancora non conosciuto o evoluto.

Usiamo il nostro spazio fisico, l'unico che abbiamo, in disparati modi: per apparire, per renderlo adeguato ai canoni del tempo in cui viviamo; lo sottoponiamo ad interventi estetici invasivi e non necessari, lo ingolfiamo con ogni sorta di nutrimento, rendendolo semplice e solo mercato, campo esclusivo di marketing, di fatto lo abbandoniamo divenendone estranei.

Mi sono sentito ferito, tradito e di fatto così è stato ma, la responsabilità, la scelta è stata mia, ho sbagliato nel credere che potessero vedere, che potessero comprendere; il loro potenziale lo prevedeva eppure, hanno scelto diversamente, hanno seguito la via più facile.

Hanno scelto non solo di nutrire il corpo in modo non conforme a quanto previsto, ma anche di non ascoltare l'Anima, di non conformarsi al progetto di natura, al loro progetto di natura; non solo hanno tradito il buono, il momento e me ma, soprattutto hanno tradito se stesse ed è indifferente che ne siano stati consapevoli od inconsapevoli, che ne abbiamo avuto coscienza o che non ne abbiano avuta.

La libertà non si tocca, lasciar andare è un atto d'amore.

domenica 2 marzo 2025

Andare da un luogo ad un altro... A volte, senza spostarsi.

 


Un viaggio è ciò che compiamo a volte scegliendo, altre no.

A volte ne siamo consapevoli, molto spesso no.

Abbiamo, o per meglio specificare, avremmo una grande alleata ma è lasciata in balia di se stessa; viaggia senza controllo cosi si concreta, in ultima istanza, non presente a se stessa o per lo meno, distratta da quell'unico momento in cui c'è o ci sarebbe possibile esistere, vivere: la nostra mente.

C'è un piccolo villaggio di pescatori costruito su palafitte perché la legge limitava la proprietà terriera esclusivamente alle persone di origine nazionale, realizzato proprio a ridosso e protetto da una piccolissima isola tailandese (Ko Panyi), dove vivono1.600 persone attraverso pesca e turismo.
Conducono la loro vita in "case" precarie, di legno e materiali, spesso di recupero, con scarse o nessuna comodità, spazi stretti, abbastanza angusti, stridono con l'orizzonte che si staglia lontano sul mare.

I molti banchi di souvenir per turisti distratti, come continuità di provvisorie case sembrano voler distogliere gli occhi e l'attenzione dall'incredibile e quantomai astrazione di vita, come sospesi in un immagine onirica, dove il mare si confonde con il cielo.

Il grido gioioso di un bambino mi sorprende e richiama la mia attenzione, proprio mentre passeggio di fronte alla grande e dorata moschea, sopraggiunge alle mie spalle in bicicletta chiedendo "strada", in quei pochi metri strappati al mare e in un attimo torno presente a me.

Alzo gli occhi e un misto di stupore e ammirazione mi riempie ogni pensiero e riflessione, un piccolo campo di calcio (calcetto) galleggiante nel più bello scenario che sia possibile immaginare è lì, sospeso tra immaginazione e realtà, dove i turisti guardano bancarelle e mangiano.

Cercare di dare un ordine alle immagini, ai pensieri ed alle sensazioni di quel momento non é possibile, così decido di seguire il flusso e lasciarmi trasportare alla scoperta di quell'attimo lungo una vita.

La pancia, lo stomaco riverberano piacere calore, posso andare da un luogo ad un altro, da un tempo ad un altro, sono un privilegiato, semmai poi questo possa servire a qualcosa o abbia un qualche scopo.

C'é un film "Next" che ho trovato molto interessante e reale per gli aspetti non cinematografici; il protagonista poteva vedere il futuro pochi minuti prima che accadesse, non vedeva però in avanti per più di un quarto d'ora. Questo fin quando non vede e poi incontrerà il suo grande amore.

So per esperienza personale che questo é reale, si vedono possibili futuri  perché essi vengono determinati dalle scelte, decisioni e da "chi siamo/saremo" in quel momento, possiamo influenzarli e a secondo il grado di consapevolezza e coerenza, influenzarli.

L'Amore (che io intendo) è questione di attimi, un battito di ciglia o un'intera vita hanno la stessa durata, in uno spazio senza tempo, lì possono entrare solo le Anime "elette" che hanno fatto, che non si sono mai arrese alla ruota per criceti; mentre scrivo, alzo gli occhi e il mare mi cattura e di nuovo la mia pancia é di nuovo lì ed in qualsiasi luogo desideri essere ed ora desidero essere qui!

Sono in balia dell'oceano e ritengo di averne il controllo, guardo le sfumature di colore del mare, dietro quel campo da gioco galleggiante, provo emozioni che mi contengono, smarrito in qualche luogo nello spazio e nel tempo.


... Mi sposto, sorrido al bambino, lo lascio passare ed è già ora di ripartire, di rientrare, di poter godere di un altro tramonto, di un altro irripetibile ed un unico giorno della mia vita e di quella dell'universo.

La vita continua immutabile da sempre, rinnovando e rinnovandosi continuamente, certamente non si accorgerà della mia vita o della infinite altre che si sono susseguite e si susseguiranno, sono già passate, un battito di ciglia, per chi si misura con l'eterno, con il sempre, non sarò nemmeno esistito ma, per poter esistere é necessario che l'Essere s'incarni, é tutto molto semplice in effetti, onda dopo onda, in un viaggio senza fine e senza un inizio.


mercoledì 1 gennaio 2025

Capire, comprendere; consapevolezza e metanoia... Divenire 2025 gennaio

 

1 gennaio 2025, ora.

La conoscenza, a volte, arriva come un'illuminazione e allora diventa consapevolezza.

La consapevolezza, verificata attraverso: la nostra sensibilità di variazione cellulare/organica, i sogni ed infine dai risultati concreti e pragmatici prodotti diventa metanoia.

Solo qui s'innesca il concetto di giusto o sbagliato, esatto o inesatto, cioè è giusto, é esatto in riferimento al proprio insito ed individuale progetto.

Personalmente, molti anni or sono, ho smesso di pensare in termini di giusto o sbagliato in senso astratto e senza un termine di riferimento (in relazione a cosa?).

Cambiare il proprio pensiero, le proprie idee (metanoia), cambiarle profondamente, non verso una qualche idea, concetto o ideale migliore, secondo fideismi sociali, stereotipi, memi od altro ma, esclusivamente in riferimento al nostro "vero", al nostro progetto originario, ci fa scoprire la strada solitaria, che porta alla conoscenza e conferma di se stessi.

È una strada complessa, molto difficile in termini di scelte e di volontà, nonche di (apparente) elevato costo emotivo ed in questo implica un atto di "fede" (dal Latino fĭdēs che significa Lealtà o Fedeltà).

Richiede grande umiltà, prendere ogni pensiero, credo, convinzione, soprattutto le più profonde e radicate ed essere disposti a verificarle, in caso abbandonarle, facendo metanoia per avvicinarci a se stessi, "al'Io" reale, "uccidere" quello fittizio incuranti del dolore e del prezzo da pagare, certamente non è una scelta o desiderio di e per chiunque.

La metanoia si attua e passa attraverso il capire, poi comprendere per poi diventare consapevoli; un giorno, ci scopriremo "diversi", saremo "divenuti"; ciò che prima ci faceva arrabbiare, piangere o soffrire non ci "toccherà" semplicemente più, saremo più vicini a noi stessi, avremo conosciuto chi siamo realmente...

Costantemente continuando a verificare (organismico, sogni, risultati) ogni nostra idea, pensiero, emozione, convinzione saremo in costante divenire.

Questo processo, "il divenire", restituisce, aumentandole gradualmente, le capacità: cognitive, sensorie, energetiche, permette di riappropriarsi della propria casa, di scoprire che essa é priva di angosce, paure, insicurezze, ansie; di riscoprire il bello, ciò che da sempre era e che sempre era stato lì.

Apparentemente aver affrontato i "propri draghi" fa prendere coscienza che, tutti quei muri, fatti di convinzioni, memi, complessi, stereotipi erano solo parte della rete, parte di quella realtà immaginifica a cui, con tutto se stessi, ci si aggrappava, morendo senza aver mai vissuto; fondamentalmente quei muri semplicemente non esistevano.

La macchina é sempre attiva e cerca di ricollegare/ci, costantemente attua il suo scopo, non si può sconfiggere né affrontarla, la macchina è così simbiotizzata che è diventata le nostre convinzioni più profonde e radicate, le nostre idee, la nostra morale, la nostra "vita", non più distinta e distinguibile, l'amiamo e per essa c'immoliamo.

Un giorno, mentre si diviene, si sarà sorpresi da ciò che realmente si é, il nostro vero essere sarà novità costante, libertà senza paure, ansie o angosce.

In questo processo di metanoia; quando ciò che si sarà capito, poi compreso darà consapevolezza fino a far cambiare (come ritorno al reale di se stessi), ci si accorgerà e prenderà coscienza che, e solo a quel punto (dopo essere divenuti), si avrà davvero capito e poi ancora...


Nel mondo ci sono persone così, a volte entrano in contatto energetico tra loro e attivano anch'essi una "rete" ma, in questo caso, positiva nel senso che riverbera forza e potenzia.

Per lo più sono persone solitarie, mimetizzate nel sociale, combattono nel mentre si godono la vita, quando sbagliano pagano un prezzo più alto (... molto più alto) degli altri/altre.

A volte mi piace pensarla come la lotta tra il bene ed il male, tra il giusto e lo sbagliato; in realtà, ormai so e sperimento che il bene e il male così come il giusto e lo sbagliato non esistono, esiste semplicemente la vita o la non vita, l'esistere o l'Essere; in fondo siamo solo liberi di sbagliare...

Il sistema é dentro di noi ma, possiamo scegliere...

"Devi capire che la maggior parte di loro non è pronta per essere scollegata. Tanti di loro sono così assuefatti, così disperatamente dipendenti dal sistema, che combatterebbero per difenderlo." - Matrix



domenica 22 dicembre 2024

Quasi Natale 2025... Un senso...

Nasciamo ed entriamo nell'arena della vita, molti hanno dei genitori che cercano, per quanto possibile, di ridurre o eliminare le difficoltà, i problemi ed i pericoli, ben sapendo che è solo un palliativo, più utile alla loro tranquillità che a quella dei figli stessi.

Entriamo nell'arena disarmati o nella migliore delle ipotesi, con armi spuntate, non adeguate.

Subito veniamo investiti di tutte le frustrazioni che dovremmo, a seguito dei consigli e degli stereotipi e a cui subito ci sottopongono, compensare.

Nella maggioranza dei casi, abbiamo tutta la vita già pensata, già decisa; pianificata o magari preparata; in subordine, ci viene
aperta una strada, la prima o  unica possibile, così che si sia tranquilli, così che i genitori possano dire e/o pensare: "Meno male adesso è sistemato".

In un certo senso siamo "sistemati" dalla nascita, fuorviati dal nostro vero ed insito progetto di natura, alla fine, comunque vada, seguiamo qualcosa: memi, stereotipi, complessi, frustrazioni, campi semantici e così iniziamo a girare a vuoto.

Magari qualcuno ha successo nel seguire la strada che qualcun' altro ha tracciato per loro ma, molti e soprattutto i più intelligenti, sentono quell'insoddisfazione, sentono che stanno tradendo il proprio in se, perennemente insoddisfatti, si piegano e si adagiano nella storia che, altri hanno scritto e deciso per loro.

I più intelligenti sentono che c'è "un Senso" sanno che debbono trovare una risposta per avere finalmente pace; li vedi e li riconosci subito;

sono lì nell'arena, non importa se in piedi o caduti, se pieni di paura, se traditi o sconfitti, se piegati e feriti perché, ti basterà guardare i loro occhi per scorgere qualcuno/a che non potrà mai arrendersi, che non potrà mai essere sconfitto.

Malgrado la paura, malgrado tutti i condizionamenti che hanno/abbiamo dovuto subire non possono/possiamo barattare l'Anima per la una Fantomatica tranquillità.

Si riconoscono subito; sono lì soli, non importa se insieme a pochi o a tanti, sono gladiatori solitari, con l'Anima incorruttibile; hanno piegato il loro orgoglio, ogni loro idea o convinzione, ogni fede o profondo principio; hanno preservato solo il loro "In Se".

Possono perdere, subire ingiustizie o sbagliare ma, non possono essere sconfitti; loro sono costantemente altrove.

Li ho visti investirsi al 100% in qualche progetto, in qualche loro visione, li ho visti traditi e umiliati, eppure i loro occhi, i loro occhi lucidi e vitali non hanno mai smesso di sorridere di riverberare il campo eterico e quella forza che solo pochi sanno di non dover mai tradire.

Sono gladiatori in costante e continua rinascita, in continua metanoia; gli altri cercano in loro dove sbaglino, dove siano incoerenti, cercano ogni loro punto debole, eppure, non vedono l'unica cosa che ha ragion d'essere vista: la loro Anima.

... Ma non possono vederla, chiusi in una scatola dove essi stessi hanno deciso di vivere, fatta di tranquillità e copioni e che altri gli hanno precostituito... Li vedono e li vogliono secondo i loro diktat o schemi, li vogliono rispondenti ai loro piccoli limiti 

Così ho perso tanti tanti amici e qualche Amore ma, non c'è prezzo che non si possa o debba pagare.

Ho combattuto così tante battaglie che nemmeno le ricordo più tutte, atterrato, piegato e sconfitto, ho passato notti insonne, senza vedere via d'uscita, come sempre da solo ma, in qualche modo, alla fine ho vinto... Verso Natale... Un senso c'è!


lunedì 4 novembre 2024

Livelli mentali, memoria e realtà

L'evidenza dovrebbe essere un riferimento fermo, imprescindibile, indiscutibile.

L'evidenza di essere liberi, di poter disporre del proprio tempo, di non barattarlo o venderlo in cambio di soldi o di uno stipendio, 

evidenza di stile di vita, di salute, di benessere, di felicità e di vita.


Siamo tutti dotati della possibilità di parlare, scrivere o esprimerci attraverso le varie arti. In effetti, considero che, per chi ci sia arrivato e sia realmente capace, possa trasmettere, nel modo migliore il proprio punto di visione e d'Essere, attraverso la pittura, la musica o la cucina.

Il limita di queste modalità espressive e comunicative è chiaramente il livello d'intelligenza del ricevente.

Personalmente, prima d'iniziare a scrivere e a volte a parlare, ho aspettato anni perché, i rischi più evidenti sono la presunzione e l'infantilismo; difficilmente ho incontrato persone consapevoli del proprio livello mentale reale, per lo più noto che, indipendentemente dall'evidenza del livello che ognuno ha conquistato e/o realizzato, si faccia un uso della parola o della scrittura, per non citare l'arte, totalmente "schizzofrenico", infantile.

È quasi "divertente" ascoltare i lamenti per un qualche malanno, per una propria insoddisfazione e senza soluzione di continuità "saggi" suggerimenti di vita, al bar o in un altro contesto.

Parole, non solo vuote e senza nessuna intenzione d'Anima ma, portanti, quasi sempre, insoddisfazioni, frustrazioni, fallimenti, desideri non realizzati.

Eppure al livello base, dove si é coordinati con il proprio Essere, con la propria Anima e che da l'autorità e l'accreditamento per potersi esprimere, pochi ci arrivano e ne hanno REALE consapevolezza.

In questi noto reale umiltà, qualità indispensabile all'intelligenza per poter progredire e conquistare spazi e piaceri, noto che più si è sconnessi, quindi stolti, e più rimonta la rabbia e la volontà di far prevalere le proprie idee, sia una discussione o un ragionamento.

Più passa il tempo, più mi rendo conto di quanto poco utile sia parlare; al livello base di sanità non si ha alcuna necessità di compensare frustrazioni o di cercare approvazioni esterne.

Al livello base di sanità si ha piena consapevolezza e contatto con la propria Anima che, è semplice evidenza, le memorie, i memi, gli stereotipi ed ogni convinzione legante e fideistica.

Senza il comprovato livello base (in termini di libertà, disponibilità di tempo, stile di vita, salute, benessere, felicità) il parlare è solo e semplice vuoto a vuoto, sciocco infantilismo; senza l'Essere; senza essere realmente divenuti, giunti almeno a questo traguardo base, le parole, i concetti espressi sono solo e semplice rumore.

Se le parole non vibrano Anima, se non trasudano realtà concreta e pragmatica evidenziano solo il personale vuoto.

I computer "parlano" già da moltissimi anni, ora anche attraverso ciò che definiscono intelligenza artificiale... Solo memorie, niente di più.

Il "contatto" vero e reale è purtroppo precluso, ho visto scambiare l'intelligenza con la quantità di memorie, ho visto apportare a supporto di un ragionamento ricordi anche di quaranta o cinquanta anni prima: episodi o altro.

La Mente si muove invece, su frequenze, su piaceri, traguardi raggiunti e sul contatto con l'Anima; si muove avanti o indietro, può raggiungere un livello superiore e poi tornare indietro e perderlo.

Se non c'è un sufficiente libertà, salute, benessere, felicità e stile di vita adeguato non si ha (avrebbe) il diritto di parlare e sarebbe utile con se stessi, averne consapevolezza... Beh, almeno per chi fosse realmente interessato a risolvere e vincere quel "gioco" chiamato vita.

 

giovedì 17 ottobre 2024

Ho fatto un sogno




"La regina protegge il re."


... Forse nel gioco degli scacchi ma, nel "gioco" della vita è tutta un'altra cosa.


Ricordo un film: "Constantine", fondamentalmente e senza entrare in analisi particolareggiate ed inutili, mi piace l'aspetto in cui dopo essere entrato nelle realtà psicologiche (certe) femminili, rappresentate come una sorta di discesa agli inferi, il protagonista debba, in sostanza, uccidere se stesso per poter, infine, vincere evitando così la dannazione eterna.

 

In realtà non vince, apparentemente sconfigge i demoni ma, non può salvare chi ama...

Forse è un limite imposto, forse la "vita" ci vuole e ci appella all'individuale massima responsabilità personale.


... Ieri ho fatto un sogno diverso da ogni altro:
mi trovavo di fronte ad una donna ma, più che vederla, la sentivo... Percepivo una donna senza paura...

Non avevo mai pensato né focalizzato quest'aspetto ma, debbo riconoscere che nel sogno era molto bello, nuovo e mai provato.

Era sorprendente, una sorta di comunione fuori dalle quasi infinite paure e dai suoi effetti: insicurezza, frustrazione, rabbia, senso di colpa, assenza, desiderio di rivalsa, inadeguatezza, distruzione, sabotaggio e autodistruzione, impotenza nel poter uscire dal copione.

Non c'era sesso, solo contatto di energie/Menti, come se affondasse le radici nell'eterno, senza un prima e un dopo.

Un sogno con pochi tratti, dove le sensazioni erano il soggetto e l'oggetto.


La vita, la nostra incarnazione ha senso solo finché è presente l'In Se, finché é presente l'Anima; questa, contrariamente alle credenze, non é scontata, non é presente in tutti  e soprattutto é possibile perderla.

Scrivo questo perché é mia semplice, costante e quotidiana esperienza.

Quando perdiamo il REALE contatto, il nostro esistere non ha più alcun significato o valenza, diventiamo solo un piccolo fascio di memi, qualche idea che l'educazione/programmazione ci ha messo dentro, nulla più.

Semplici ed inutili zombi.

Perso il contatto con l'Anima, al di la degli sciocchi fideismi religiosi o degli pseudo ragionamenti, tutto é perso; passeremo in questa vita e non ce ne saremo neanche accorti, tra inutili affanni, problemi, ansie, vani impegni, lavoro e vacanze.

Perso il contatto, ogni tema semplice od importante diventa vuoto a vuoto; parole e concetti come: leader, riuscita, inarrestabile, successo, vittoria, carriera e moltissime altre, diventano solo segni in una babilonia senza senso.

Ho fatto un sogno... Che mi ha insegnato molto... Facile cadere, in quella grande immensa forza femminile che diventa distruttiva a causa della paura, paura di...

Ho fatto un sogno nel quale incontravo una donna senza paura... 

      Un Uomo ed una Donna senza paura, incontrandosi, toccano e partecipano all'eternità...

Ho fatto un sogno così reale che la realtà appariva offuscata ed indefinita...

Chi è ancora vivo, ha una strada da percorrere, ha il proprio progetto da realizzare e ad ogni step, il livello d'intelligenza, la capacità di vedere, la possibilità del piacere e di godere aumentano... Si, si è soli, meravigliosamente soli ma, senza paura!

Ho fatto un sogno...

sabato 17 febbraio 2024

Solitudine

Siamo fatti di energia, siamo vibrazione ad uno scopo e in questo senso non siamo liberi.

Siamo o saremmo pressoché perfetti, strutturati per "crescere", attraverso il superamento di problemi, fino alla realizzazione di noi stessi e del nostro personale universo mediante il Fare.

Può capitare che non ci si senta in grado e con difficoltà così pressanti da avere l'impressione di esserne schiacciati... Eppure, siamo invincibili; la nostra essenza è invincibile, già in salvo e perfetta "in se".

Ma siamo uomini e sta solo a noi riuscire ad entrare in questo gioco, sta a noi partecipare, vincere o perdere; il gioco della vita è tutto qui.

Può sembrare spietato: avere la potenzialità dell'Essere, avere i mezzi per entrare, per tornare a casa e o non attuarla mai; perdere per l'eternità l'unica possibilità che si ha.

Vedo, intorno a me, un mondo surreale, ogni singola cosa tende a portarti fuori, a farti perdere la totalità; non capisco più...

Esistono medicinali per quasi tutto, sia per il corpo che per la psiche o almeno quella che si ritiene tale.

Ci sono antidepressivi, ansiolitici, sonniferi, droghe e quando guardo, provo profonda tristezza e capisco che, il "gioco" è davvero spietato e non concede errori "fatali".

Si può sbagliare, ma solo fino ad un certo punto.

È un cammino solitario e più si percorre, più ci si rende conto che non ci sono altre strade o possibilità.

Hai amici e puoi passarci momenti conviviali e magari persino aiutarli, anche a loro insaputa ma, sei solo. Non ci sono nemici o imprese epiche da compiere, sei semplicemente e orgogliosamente solo e quelle persone intono, come quando nasci o muori, non servono a nulla, se non a loro stesse.

Si parla sempre meno perché, ciò che vedi, per semplice evidenza, non può essere condiviso o capito, ma solo conquistato, con il proprio ed individuale divenire.

È difficile descrivere ciò che si prova: ogni fatica trova compenso, sei in uno spazio senza tempo ed in luogo senza spazio, ogni piacere che prima era scisso, ora insieme e completo, riempie e appaga, hai vinto, sei finalmente a casa.

Forse ci saranno altri giochi ma, è del tutto indifferente.

Guardi gli altri, ogni grande teoria, ogni ragionamento, le importanti discussioni sui temi classici o sui massimi sistemi e ti senti appartenere ad altro, non sai come interagire, a volte, come in un antico sussulto di remota memoria, vorresti urlare e dire: "Ehi, ma non vedete?!" Ma è solo un attimo; sei Solo, meravigliosamente Solo.

Questo è il prezzo da pagare per poter partecipare al grande gioco dell'Essere.

Nel mentre si esiste, scaraventati nell'esistenza così fragili e apparentemente senza alcuna possibilità di farcela, si dovranno superare ostacoli posti lì chissà da quanto tempo, ti spiegheranno e ti condizioneranno nel credere che quella è la giusta via, l'unica strada "sacra" da percorrere e se provi anche per caso ad opporti, ti annienteranno con ogni possibile tattica, con ogni strategia e con ogni emozione disponibile o almeno ci proveranno.

Un giorno saprai che le religioni, la famiglia, la giustizia, la scuola, il dovere, la carriera, l'impegno, le morali, gli insegnamenti, le grandi cause e molti dei sentimenti più sponsorizzati, sono paratie, dighe, inutili ostacoli verso il mare.

Un giorno cercando il mare ti troverai in affanno poi, dopo un lungo e profondo respiro, ti renderai conto che il mare sei tu.

Solo...