mercoledì 28 gennaio 2026

Fantasmi dal passato; io fittizio... Guadando il fiume

 

Da qualche tempo ho smesso di rimanerci male, di essere deluso; 
ho smesso da quando ho razionalizzato l'idea dell'evidenza che vedevo e vedo;

l'io che ci governa e guida, di cui siamo sempre sicuri, che in anni di "sistema" ed educazione si trova composto di idee, convinzioni, sicurezze, stereotipi, fedi, morali, memi; quello che riteniamo (erroneamente), unico ed originale é in realtà un semplice copione, una semplice e omologata replica.

Un servitore incapace di servire il nostro nucleo energetico o anima per chi così la chiama.

Certo l'io sarebbe strumento capace di riflette la reale volizione del nostro vero... Sarebbe ma, di fatto, non lo é. É un cruscotto dei comandi dove ogni strumento misura in modo errato.

Quindi, con chi rimanerci male? Essere deluso da chi? ... Da una replica, neanche consapevole del vero di se stesso?! Illuso di meritare un opinione realmente concreta?

Vedo repliche, vedo fantasmi con la sola convinzione di essere vivi, di poter incidere con il mondo e con chi sa che cosa.

Un giorno, di molti anni fa, semplicemente ho smesso, quando ho toccato e razionalizzato che, al massimo del mio sforzo, potevo solo far parte di quella matrice e così facendo ne diventavo ancora parte, ancora una volta... Perdevo me, smarrivo l'incidenza del e nel reale.

Ricordo un film dove si domandava: "Pillola rossa o pillola blu?"

Nel film sembrava semplice, nel film... La realtà che vivo è proprio quella; ci si sente e si é soli ma é una solitudine completa e rotonda, felice, nessuno vede ma questo, non mi rende meno vivo.

Le molte volte che ho provato a "svegliare" qualcuno, per amicizia, per amore o per scelta consapevole, ho sempre e senza eccezione, ricevuto indietro tradimenti, sporco, incomprensione, rabbia, disprezzo, accuse, pretese, giudizi e senza che tutto ciò servisse a qualcosa.

Più ho investito vita, più la reazione è stata forte e assoluta; ho amato profondamente, più di quanto non vedranno mai, ho investito energia e vita e sono stato tradito o per meglio scrivere, hanno tradito il loro profondo essere.

Il bello è che non sento nulla rispetto a loro, loro semplicemente non sono, non esistono nel mondo reale, come potrei avercela con un programma, con una matrice? Ombre nel mondo reale che intravedo e che non posso svegliare, costantemente vivo questo...

Sono risentito con me stesso, di come abbia potuto investire così tanto, vedo tutto ciò e malgrado questo, ho avuto la presunzione di poter incidere... La macchina non si batte, nessuno può farlo.

Così, con amore, per l'ennesima volta, curo le mie ferite, in fondo, autoinferte, accetto (con sofferenza) la perdita di chi ho amato, in fondo non sono mai usciti dalla matrice, dal programma e con dolcezza infinita, lascio andare... Così con le loro critiche, accuse, rabbia, motivazioni, giustificazioni e tuto ciò di cui hanno bisogno per accreditare ciò che non funziona e non funzionerà mai... Vedo le loro frustrazioni, le malattie che subiranno, le angosce, la loro infinita irrealizzazione, le loro spiegazioni, la loro inconsistenza, superficialità e pochezza.

Ho notato che abbiamo costantemente attivi nella testa o almeno provano ad esserlo, fantasmi,  anche dal passato: vecchi amici persi, persone care che ci hanno lasciato, amori andati, affetti che a vario titolo abbiamo accarezzato e che se non "passano" nella testa durante il giorno; vengono o possono venirci a trovare nei sogni ed è proprio lì che possiamo e dobbiamo ancor più intervenire.

Questi fantasmi non esistono più, non fanno più vita, sono andati per sempre ma, la macchina li usa per farci cadere, per riproporre (all'infinito) il programma, per ristabilirci nella vita fittizia, dove con il pilota automatico la consumiamo, come repliche, senza mai realmente saperlo, senza mai vederlo veramente.

Routine: sveglia, lavoro, casa, famiglia, malattie, desideri, sogni, obiettivi, successi, disgrazie, marketing, modelli da seguire, convinzioni, fedi, merce, ecc.

Guardo e sorrido; immagino la nostra Terra, un puntino sperso ai margini della galassia, in un angolo di chissà quale infinito, dove la sua presenza o meno, è assolutamente ininfluente... Eppure, su quel puntino, quella che definiamo umanità si accalca, in guerre, si confronta su religioni o politica, immagina un qualche dio salvifico e si scanna per denaro... Assoluti fantasmi, come potessero ingannare il tempo e l'energia.

La nostra galassia viaggia oltre i due milioni di chilometri/h verso ciò che viene definito il "Grande Attrattore" e dove è destinata a fondersi tra qualche miliardo di anni e nel mentre l'uomo ha chissà quale presunzione, la gran parte di ciò che costituisce questo cosmo non la vediamo, non la conosciamo, come la materia oscura, non conosciamo nulla e crediamo di sapere tutto.

Abbiamo solo un semplice dovere, quello di corrispondere al nostro nucleo energetico, di avere un "io" reale, di essere vivi e di vivere prima di morire.

La natura ci ha dotato di tutti i mezzi e strumenti per realizzare il nostro scopo, in salute e in felicità e neanche questo facciamo...

Ho 60 anni, sono sano da sempre, sono felice da un pò meno, sono vivo e continuo il mio viaggio; la mia mente si fermerà, morirà qui, questo è il gioco, non l'ho deciso io ma, ho scelto e deciso di giocarlo, senza alibi e senza scuse; se la mia "anima" continuerà o meno, in fondo, non è importante, ciò che conta è solo ed esclusivamente di vincere o perdere, di realizzare o meno il nostro progetto di natura, con gioia, amore e felicità... In fondo è semplice, come la Vita!

sabato 25 ottobre 2025

Nel mezzo di un gelido inverno

Ho trovato molto interessante la serie televisiva "Peaky blinders", da molti spunti su cui riflettere ed un spaccato preciso circa la genitura.

In effetti non ho visto spesso personaggi leader che, seppur... https://substack.com/

giovedì 9 ottobre 2025

Luna, Luna piena

L'alba pulisce ogni pensiero, ognuna apre un nuovo possibile, si nasce.

Niente vi è paragonabile, non accade solo fuori... https://substack.com/

martedì 7 ottobre 2025

Mi piace il vino e tra questi,  particolarmente il "Carignano" produce sensazioni particolari in me, entra in risonanza con le mie cellule, dallo stomaco e dalla pancia si irradia in me.

La produzione di questo caratteristico vino è quasi tutta incentrata nel Sulcisregione compresa fra le ultime propaggini montane della Sardegna sud-occidentale e il mare. Probabilmente furono i Fenici, fondatori dell'antica Solci nell'isola di Sant'Antioco, ad introdurre questo vitigno in Sardegna.

Noi siamo ciò di cui ci nutriamo e non mi riferisco solo ai cibi o a quello che beviamo, ma anche e soprattutto a ciò che proviamo, a quello che pensiamo e a dove poniamo la punta della nostra azione.

Ricordo quando, molto tempo fa...    @fabriziorinaldi

venerdì 26 settembre 2025

Nei dintorni del Coraggio

Non molti hanno realmente coraggio, perlopiù scappano. 

Non perché scappare sia sempre sinonimo di codardia, piuttosto, a volte, é mancanza d'intelligenza.

Difficilmente si ha sufficiente comprensione, sufficiente autopercezione, tale da poter essere concretizzata attraverso reale umiltà; ritenendo di essere intelligenti e spesso, anche molto.

Così si scappa, relegandosi nella cieca convinzione di aver ragione; quale ragione?! Relativamente a cosa? Perché?

Ho analizzato, studiato, osservato questo particolare atteggiamento dello scappare, del fuggire, può essere schematizzato ed é ricorrente in questa tipologia psicologica con comportamenti ed atteggiamenti omologanti e risultati pragmatici scarsi, fondamentalmente, da perdenti.

Tra questi comportamenti ed atteggiamenti si possono riscontrare: abbandonare le situazioni quando bisognerebbe "tirar fuori le palle", questo vale sia per gli uomini che per le donne, fino all'emigrare in altri stati, quasi sempre, dopo aver fallito nel proprio paese, si fallisce in un altro o in altri; avere la tendenza alle chiacchiere che definisco "da parrucchiere" cioè, parole senza nessuna semantica reale, vuoto a vuoto, con argomentazioni negative su altri e/o giustificazioni personali, basate su scuse o realtà fittizie; hanno spesso un compagno o una compagna o qualcuno/a che utilizzano come "cestino dei rifiuti" inondandolo di parole ed elucubrazioni mentali prive di reali fondamenti, inoltre e quando gli viene permesso, tendono a fare "terra bruciata" soprattutto nei confronti del leader del contesto in cui sono riusciti (momentaneamente) ad inserirsi.

Esternamente propendono nel darsi importanza e non hanno reale capacità di vedere oltre le parole e di leggere le corrette intenzioni ed anche quando sono capaci e dotati di conoscenza, perdono per aver tralasciato un qualche aspetto o dettaglio.

Di fatto si accomodano in situazioni che giustificano con motivazioni a cui credono, spesso anche colpevolizzando gli altri per i personali errori; alla resa dei conti, risultano incapaci di autonomia, sia nella sfera lavorativa che in quella personale. In quest'ottica, non ne ho conosciuto alcuno che fosse riuscito in un lavoro proprio, mentre avevano la loro maggior efficenza come dipendenti stipendiati.

Lo stesso anche nella sfera personale, incapaci di dare reale valore aggiunto, reale avanzamento, reale amore, piuttosto cercando di immettere "senso di colpa", anche rinfacciando qualsiasi cosa abbiano creduto di dare o di fare.

Capaci di grandi (apparenti) imprese ma, in definitiva ed alla luce dei fatti, fallimentari.

Parlano anzi, sparlano di ogni cosa passandola per il loro filtro di (fittizia) realtà, possono essere simpatici, interessanti, talvolta, quasi carismatici, eppure é sufficiente osservare in modo scevro ed imparziale la loro vita, i loro risultati concreti, oltre le scuse che accampano e ogni maschera ed accomodamento si dissolve e cade.

Senza eccezione, si potrà verificare che: non hanno prodotto reali successi, anzi sono costellati da esperienze o fallimenti da cui sono scappati, non hanno uno stile di vita adeguato, per lo più parlano e spesso si trincerano dietro la stima e riconoscimenti che "altri" gli attribuiscono e stoltamente se ne compiacciono.

Scappano, continuano a farlo, costruiscono (apparentemente) e poi puntualmente distruggono ciò che hanno costruito, la mancanza di umiltà li rende per lo più, presuntuosi, in sostanza, non hanno una vera connessione alla realtà, alla forza, a loro stessi.

Tra loro si riconoscono e si rinforzano; personalmente, ho sempre perso, anche quando o investito molto su qualcuno di questa specifica tipologia, non hanno il coraggio dell'umiltà, si reputano però coraggiosi ma, sono visti ed il biglietto d'uscita che ho pagato è sempre stato molto oneroso.

Vivono nei dintorni del coraggio, spesso, di luce riflessa del prescelto di turno.

L'intelligenza, oltre a concretizzarsi in modo sostanziale e pragmatico si sostanzia in diverse e molteplici sfaccettature tra cui la capacità di poter comprendere la "relatività" e di saperla gestire.

Sia essa intesa come modi mentali, convinzioni, fedi, credenze, principi, morali, memi, complessi, stereotipi, ecc.

Tutto è relativo e l'intelligente ci "gioca" a proprio ed altrui vantaggio, non ha punti fissi di convinzione ed è costantemente in verifica e soprattutto, autoverifica. Più aumenta il proprio orizzonte, più è capace di relatività e più "gioca" solo, nell'apparente contesto e nella moltitudine.

Invece, questa tipologia psicologica, lascia il vuoto, dentro e fuori, spesso attenti alla forma, mai alla sostanza.

Potenzialmente avrebbero la potenzialità, a volte notevole, di gioco riuscito, eppure non viene storicizzata per un vizio di superficialità, un vizio di umiltà e di presunzione. Scatta prioritario in loro, il giudizio, il giudicare, prima ancora di mettersi in discussione, prima ancora di verificare la loro modalità ed i loro pensieri; ritengono così di mettere in salvo se stessi, rimangono, in realtà, in balia di memi, parte della "macchina", perfetti componenti e strutturanti della "rete".

Ripetono pedissequamente il circolo vizioso di azioni fallimentari, sempre...


... C'è continuamente una via, una strada; il progetto l'ha prevista, il personale progetto è comunque vincente ed in questo non siamo liberi, ovvero, siamo solo liberi di sbagliare.