venerdì 6 gennaio 2017

Un libro appare nella mente dell'autore, in un attimo.
In quell'attimo tutto è compiuto, però, ciò che è virtuale dev'essere tradotto e trasformato in storia, in progetto compiuto.


 Un figlio può compiere qualsiasi percorso, può essere un vincente od un perdente, indipendentemente dal padre; invece, un libro è comunque immagine e somiglianza di chi lo scrive; fantasia, realtà, gioco o finzione è, in ogni caso, sostanza dell'autore. Un autore, in ogni suo libro è comunque nudo.

C'è stress positivo nello scrivere un libro, il disegno è quello ma, i modi e i colori con cui esso verrà fuori ancora non sono noti.

Sto dedicando questi giorni "festivi" alla scrittura del mio secondo libro Come gabbiani, nel quale ogni narrazione è assolutamente vera, reale e vissuta in prima persona, ha comunque, nel suo filo narrativo, qualche escamotage, ed è per questo motivo che sono anche io preso e molto curioso nel voler sapere come andrà a finire... 

Perché, giuro, ancora non lo so!

mercoledì 28 dicembre 2016

Auguri 2017... Che l'azione sia con voi!



Ho sempre scritto su questo blog per naturale ed esclusivo piacere personale.

Ogni piacere della vita, inizia, raggiunge un pieno e si esaurisce...

E' stato molto bello e gradevole per me, condividere il mio semplice modo di vivere, il mio naturale modo di essere e di azione.

Il nuovo anno sara' un grande ed impegnativo periodo; la vita scorre ormai piena, il tempo dei progetti e' concluso, mi avvio in modo dolce verso il tempo del maggior piacere, nella fase che avvicina alla conclusione della vita, verso il rientro...

Non pubblicherò nuovi articoli, comunque, questo blog rimarrà attivo, con i post presenti, per le informazioni sui corsi, sulle attività che portero' avanti e per le notizie sulle nuove pubblicazioni: per il 2017 sono in programma corsi a Tenerife e in Nuova Zelanda, consulenze individuali in Italia e la pubblicazione di due nuovi libri.

Per cui questo e' solo un arrivederci!

Uno come quello che due fidati amici si scambiano guardandosi negli occhi, mentre si stringono la mano.

Auguri affinché il 2017 sia l'anno migliore della vostra vita, almeno fin qui e...

Che la forza, anzi, che l'Azione sia con voi!

giovedì 8 dicembre 2016

Un'ultima volta... Caro Babbo Natale

Si crede sempre, in qualcosa...

Quasi sempre si crede in qualcosa più grande di noi, quasi sempre si finisce per sentirsi inadeguati, a volte, persino ad aver paura.

Si crede in qualcosa perché se ne ha un vantaggio: regali, amore, salvezza, benessere, vita eterna.

Ogni volta che si crede in qualcosa, per divenire di più si paga lo "scotto", la delusione, tristezza e sofferenza.

C'era un tempo, in cui credevo in babbo natale, eppure, ricordo con più intensità e delusione quel momento in cui, in un solo istante scoprii e capii che non esisteva.

Mi sentivo frustrato, quasi stupido, per avervi creduto tutto quel tempo.

Capii i sacrifici dei miei genitori per farmeli trovare e credere che quei regali, acquistati con fatica e molte difficoltà, li avesse portati babbo natale, eppure, la delusione della scoperta, superava di gran lunga l'apprezzamento per mio padre e mia madre.

Poi crescendo, ho creduto e smesso poi di credere in tante idee, in tanti modelli: amicizia, amore, famiglia, vita eterna, dio...

Ogni volta, al momento della scoperta, quello stesso dolore, quella stessa delusione; quell'ultima volta, quell'ultimo momento in cui, in qualche modo, lasciavo un me stesso, in cui in qualche modo, ero divenuto un'altra persona.

C'è sempre una prima volta e soprattutto, c'è un'ultima volta.

Ogni istante, racchiude in se, tale potenzialità;
in ogni istante è possibile tale accadimento;
ogni istante può essere rivelazione di quella prima o ultima volta.

Spesso vedo genitori cercare di rivivere quelle loro infantili emozioni, mai davvero superate, attraverso i figli o i nipoti.
Sacrificano una stupefacente potenzialità per puro egoismo negativo.

Ogni anno, da moltissimi anni ormai, quando arrivano le festività, percepisco un enorme peso, un enorme bruttura, mascherata da sorrisi.

L'aria è come diventasse gelatina, in cui difficilmente si respira, si cammina.

... Poi nel tempo, via via, smisi di credere...

Alle tante cose che mi avevano insegnato, piano piano, non mi erano più sufficienti, non mi bastavano più, erano diventate piccole e stridenti idee; 
la mente, l'Anima aveva bisogno di altro, aveva bisogno di qualcosa "di più", di qualcosa che non fosse solo "vero", ma che fosse reale.

Ogni individuo che accade, ha o dovrebbe avere questo dovere con se stesso,
a ognuno di noi è data la possibilità di dare un senso alla propria vita e/o di trovarlo...

A qualcuno è sufficiente un qualche credenza: babbo natale, l'amore, la famiglia, un modello, un dio, ecc.

Poi esistono persone alle quali serve di più, sono persone disposte a pagare il prezzo di tutte quelle ultime volte in cui hanno smesso di credere in qualcosa, perché hanno capito, che semplicemente non erano reali.

Sono persone che trascorrono la loro vita in modo solitario, possono avere una o più famiglie o nessuna, possono avere dei figli o sceglierne qualcuno come proprio.

A volte, aprono il loro mondo a chi decidono, per proprio esclusivo piacere e Amore.

Certamente, non si preoccupano di essere capiti; hanno un unico semplice scopo: far intravedere una strada funzionale.

In ogni "ultima volta", in ogni "quel preciso momento", si è soli e ogni attimo racchiude in se tale forza e potenzialità.

Oggi è un giorno triste per me, ho ingannato ancora mio figlio, ho scelto per lui la via facile, quella delle credenze, quella in cui si demanda ad altri la responsabilità di se stessi.

Sconto il peso della resa, capisco che un padre da solo, non può molto, malgrado possa Amare di quell'Amore capace, ad un certo momento deve lasciar andare...
Deve pagare quel prezzo (alto) dell'ultima volta, deve prendere il suo cuore tra le mani...

Arriva quell'ultimo momento in cui non può che smettere di combattere, in cui deve rimettere i suoi passi verso casa...

Eppure, tanto tempo fa, credevo in babbo natale, nel bene e nel male, negli amici, nell'amore, in dio e in tante altre cose... 

Poi, ultima volta dopo ultima volta...

Quando ognuna di quelle credenze non erano più sufficienti, ultima volta dopo ultima volta, quando l'Anima voleva di più...

Rinascere diversi, ogni istante...

Oggi e' un'ultima volta... Ora, è un'ultima volta...

sabato 26 novembre 2016

Il fermo non è previsto... Si accarezza il cuore, lungo la corsa. Poi il cuore sostiene la corsa...

...
Quando ero ragazzo, immaginavo, credevo che ogni cosa sarebbe andata...

Pensavo che qualcuno si sarebbe sempre preoccupato e occupato di me...

La mia educazione così mi aveva insegnato e con questa ero cresciuto.

Potevo perpetrare il sommo inganno, giustificato, perché così, in fondo mi avevano insegnato.

Ora, da poter essere "ricattato", potevo ricattare... Chii?

Beh! Mia madre, mio padre e poi volendo, tutto il mondo, così almeno credevo; di questo avevo assoluta consapevolezza.

Oggi, guardo il mondo, guardo i giovani, guardo le madri, i padri, il mondo e vedo ancora questo; negli altri, nei giovani, nelle madri, nei padri... Ripetizione infinita.

Però, ho avuto un grande padre, da qualche parte, in qualche modo, capì...

Sentiva che in qualche luogo c'era la via, c'era una strada diversa da quella che tutti avevano percorso, diversa da quella che anche lui era stato costretto a percorrere.

Così si era piegato ad una vita che non gli era mai appartenuta ma, gli avevano insegnato così...

Aveva un'anima così forte, persino da mettere in discussione una mente tanto razionale...

Da qualche parte, in qualche luogo, sapeva; il problema era solo quello di trovare quel luogo, quel tempo...

Ma lui era razionale, aveva sconfinato amore per qui figli; troppo presto avuti, arrivati così per ripetere l'eterno copione ma, lui scelse di rompere la catena e la ruppe...

... Ogni tanto, passano per il nostro mondo, cavalieri solitari, invincibili eterne anime,
chi li sa riconoscere, li chiama Saggi... Ogni tanto, passano...

...

C'e' uno strano "meme" nell'uomo; quello che ti fa sentire responsabile per i figli e più questi non sono stati il frutto della naturale e personale evoluzione, più "il senso di colpa" sembra aumentare.

Ero totalmente impreparato, totalmente asservito al complesso e alla macchina, stupido, destinato, predestinato al nulla, pieno d'inutile ego... Ma avevo un padre leone nello spirito, sempre vissuto negli schemi ma, mai domato realmente...

Questa fu la mia fortuna, questo fu il mio destino...

Lui, da qualche parte sapeva, da qualche parte...

Era chiaro, ovvio che non avrei potuto stravolgere ciò che ormai ero ma, l'importante sarebbe stato, avere una possibilità, una, una sola e lui me la diede...

Questo, in fondo, è il più alto piacere di un padre...

Nessun padre sarebbe potuto essere migliore di lui per me...

Lui aveva avuto l'intelligenza di riconoscere uno di quei Saggi che ogni tanto passano, aveva avuto la capacità di... 

Io non l'avevo, eppure, mio padre me la diede... Fu uno dei miei giorni più brutti e difficili e così fu pure per mio lui.

Mentre tornavamo verso casa... Ma lui era un leone.

Si può uccidere un leone, eppure, un leone rimane leone... Sempre!

...

Ogni tanto, è come se l'esistenza generasse, in modo provvidenziale, un leader, un "genio". Un Saggio depositario del potere, il potere del seme.

Abbiamo infiniti tranelli, infiniti falsi miti in cui non cadere; nessuno c'insegna come fare; ogni generazione insegna alla successiva ciò che aveva inizialmente avversato, combattuto, ogni giovane conosce questo... 

Poi ci sono i leoni, io sono figlio di uno di questi...


"Luna e mare" 
Ero convinto di vedere il mondo, quasi di "comandarlo", invece, il mondo iniziava dietro quell'invisibile vetro...

Nessuno avrebbe potuto aprire quella finestra, oltre me...

... Era un leone perché non nascondeva le sue debolezza, non temeva di mostrare le sue paure; perché non nascondeva i suoi limiti...

Era un uomo senza paura delle sue paure, consapevolmente le guardava, a volte fuggiva, altre volte no...

Rari sono i figli ad avere una tale fortuna; la fortuna di avere padri di tale coraggio, quel coraggio di mostrarsi per come e per ciò che si è.

Ero lì, dall'altra parte di quel vetro...

Lui, consapevole di non poter aprire quella porta, si prese il rischio, l'onere e l'onore, di provare a farla aprire a chi di quella porta, non interessava nulla.

Eppure, in qualche modo, lo toccò, ne venne toccato e quella porta fu aperta...

Quel vetro invisibile separava ogni cosa conosciuta, ogni cosa reale da ogni cosa vera...

Il velo di maya era caduto...

Era un leone, ancora lo è... Un leone è per sempre...

Ci sono i leoni, ci sono i Saggi, ci sono i vincenti, ci sono i perdenti e c'e' chi parla dei perdenti...

Non ho mai visto un leone arrendersi, né un Saggio perdere...



Il fermo non è previsto... Si accarezza il cuore, lungo la corsa. Poi il cuore sostiene la corsa...

sabato 19 novembre 2016

Ambiente


Cos'è l'ambiente?


Come influisce su di noi o come influiamo su di lui?

Noi facciamo l'ambiente o l'ambiente fa noi?

Consapevolezza...

Spazio d'azione o sicuro e corroborante rifugio?

Spazio/luogo di salute, casa privilegiata, luogo dove poter Essere.

Senza l'ambiente, senza spazio fisico, l'esistenza non avrebbe senso.

Il nostro spazio: corpo, luogo-casa, campo eterico, spazio protetto e spazio-tempo.

Questo è il nostro ambiente, appena ne veniamo distratti, ogni "sventura" diviene possibile: distonie, sfortune, paure, malattie, insomma tutto il versante dove la macchina ha la sua casa.

Avere salvo l'ambiente, il nostro, vuol dire tenere in salvo il nostro essere!

Noi facciamo l'ambiente, perché per farlo, dobbiamo avere una certa sanità di base, dobbiamo coordinare l'ambiente ai nostri sensi basici, per cui: estetica (luci, colori, fiori o ciò che vitalmente esalta il bello, proporzioni funzionali), profumi, musica e tatto (sia esso visivo che fisico).

Ogni cosa deve fare ordine; non significa ordinato nel comune senso conosciuto.

Questo è sufficiente, già con questi pochi elementi; l'ambiente, poi, fa noi!

Nessuna intelligenza può o riesce a vivere senza un appropriato ambiente, l'ambiente fa anche per lo sprovveduto passante che si ritrova lì, ignaro.

Eppure l'ambiente, seppur a sua insaputa, lo cambia.

Poi esiste uno spazio eterico, esso è casa e base per l'ambiente esteso (spazio-tempo), questo è un luogo a disposizione, utilizzabile come ampliamento del proprio piacere, come finestra di conoscenza del passato o del futuro, inoltre, è possibile utilizzarlo come spazio di protezione.

Possiamo usarlo per persone a noi care, come coperta avvolgente.

Chi decidiamo di portare in questo spazio, può godere di molti benefici; possono essere in senso di ciò che viene definita fortuna, possono essere in termini di salute o di semplice capacità energetica o intellettiva.

Il nostro ambiente è come un orchestra e noi ne siamo il direttore, mille dettagli, armonia perfetta, luoghi privilegiati... Per chi sa leggerli ed anche per chi li ignora, per chi, non solo non sa costruirli/crearli, ma vederli o sentirli.

Proporzioni indovinate a funzione Umana, musica creativa, spazio d'azione, luogo di espansione dello stato di grazia...

Noi abbiamo l'ambiente, il nostro luogo spazio/vita da curare e organizzare; in questo modo facendo il luogo, diamo modo al luogo di fare noi, diamo modo a noi di poter estendere il nostro spazio azione.



Abbiamo la possibilità di dare una direzione al nostro futuro, di interagire con lui, deciderlo, cambiarlo...

Nell'ambiente decidiamo la nostra vita, spazio libero, zona rotonda, franca, dove il potere della vita sembra quasi essere nelle nostre mani, possiamo visionare ogni persona, ogni dinamica a noi afferente; così da poter amare, rifiutare o annullare secondo il nostro piacere, intelletto e intelligenza. 

...E' tutto qui?

A questo non posso dare una risposta; come ogni cosa, noi possiamo raccontare fin dove siamo, fin dove vediamo; noi capiamo fin dove siamo divenuti, oltre non è possibile...

Nel nostro luogo, abbiamo la possibilità di muoverci nello spazio/tempo, abbiamo la possibilità di questo gioco, possiamo entrare nella fenomenologia per darle un senso, il fenomeno da senso al noumeno.

Semplice gioco dell'uno, che finge il problema...

In fondo noi, dobbiamo solo risolvere la nostra piccola individualità, nulla per l'Essere, tutto per noi.


... E poi, squilla il telefono, mio padre? Oggi mi è venuto a trovare per pranzo, già mi telefona? È appena andato via, possibile?

..."Pronto! Che succede?"... 
"Se apri il cancello vado via!"... :) :) 
... "Ah, già, mi ero dimenticato!"

Così una buona risata, mi richiama qui; dove ogni azioni o non azione ha un peso,
dove possiamo viaggiare, senza preoccuparci del tempo ma, avendone cura e Amore...

Apro il cancello, sorrido... Finalmente libero di poter Amare chi scelgo, libero di poter dare ambiente a chi decido...

Ambiente... Dove inizia l'essere invincibili...