giovedì 14 novembre 2013

Ogni riferimento a cose realmente accadute...

Vedo mio figlio giocare, lì nel cortile, con suo fratello di sette anni più grande; sono seduto vicino a suo padre, mentre la madre prepara il pranzo.

Ho amato quella donna fin dove ho potuto.

E' una domenica, verso la fine di un' estate, c'è un bel sole, in quel piccolo paese.
L'aria tersa, porta con se molti profumi, sembrano provenire da quel tempo senza memoria.
I polmoni assaporano quell'atmosfera, sospesa, dove la vita rallenta il suo incessante ritmo, fino quasi a fermarsi.

In fondo, ho avuto molte famiglie; in fondo non ne ho mai avuta alcuna.

I bambini giocano fuori, posso vederli attraverso la porta, non chiusa dell'ingresso, che direttamente si affaccia sul cortile condominiale.

Sono seduto, nell'attesa del pranzo, ma è come se non appartenessi a quella storia, come se fossi già altrove.

Cosa faccio seduto affianco a quest'uomo, mi chiedo; mi parla, mi dice chissà cosa, non riesco a sentirlo.

E' una bella giornata, le voci di quei fratelli di padri diversi, mi arrivano direttamente  al cuore, saltano ogni razionalità: sensazioni forti.

Possiamo osservare la madre, intenta a preparare il pranzo, oltre quel piano rialzato, che separa la cucina dal salone; si parla, senza dirsi nulla.

Così dopo molti anni, ho conosciuto il padre, del fratello di mio figlio.
Aveva, da poco, finito di pagare il suo debito con la giustizia degli uomini, molti anni erano trascorsi, ora potevamo far cadere quegl' ultimi veli. Seduti uno accanto all'altro.

La madre aveva saggiamente assegnato i posti a qual tavolo, stretto tra la parete e la spalliera di quel divano rosso scuro, rivolto, a sua volta, frontalmente, verso il televisore: lui seduto davanti a suo figlio; alla mia destra, a capo tavola, il mio.

Alla destra del divano, su quel mobile basso, si scorge ancora una fotografia, che mi ritrae insieme a lei, in quel giorno felice, lo ricordo; uno dei pochi che abbiamo vissuto, condiviso. Durante un viaggio, un bel viaggio.

Per qualche anno, sono stato il padre di suo figlio, ed ora, seduto vicino a me, mi parla di tutto, tranne di ciò che avrebbe voluto, parlava, senza dire nulla.
Così per quella prima ed l'ultima volta, decisi di stare al gioco, non dissi nulla; neanche io.

Avevo tutte o quasi, le risposte e domande non ne avevo.

Lei aveva tenuto, per se, il posto di fronte a me, mi chiedevo quale fosse la sua realtà, forse, per la prima volta, aveva a disposizione i molti pezzi della sua vita, lì davanti contemporaneamente, forse aveva l'impressione di poterli, in qualche maniera, metterli insieme, dargli un senso.

Forse... Le davano un'idea quasi d'interezza, la sensazione di poter avere un quadro completo, ma erano come i pezzi di un puzzle, non ancora costruito, pezzi che non potevano essere assemblati, perché appartenevano a disegni diversi.

Eppure, in quella domenica mattina, aveva davanti capitoli molto importanti della sua vita e questo le dava una bella ed amara sensazione al tempo stesso.

"...Signora: caffè..."

Questa è l'unica cosa, che ricordo disse, verso la fine di quel pranzo, pronunciò queste due parole con voce alta, così come a voler ribadire un primato da capo branco, che interessava solo a lui, a cui si aggrappava, pur non avendolo mai avuto o perso, da molti, molti anni.

A lei non piacevano quei luoghi, quei paesi della Sabina; in realtà non li aveva mai amati; ora mi dava la responsabilità delle sue scelte, almeno quelle che riguardavano gli ultimi 5 anni della sua vita ed anche della mia.

I nostri progetti, le nostre vite avevano preso strade diverse da un anno e mezzo, ormai.

Se non avessimo avuto quel figlio insieme, probabilmente, non ci saremmo più rivisti.

Non mi sono mai piaciute le storie lineari, semplici, canoniche, quelle a cui tutti ambiscono, che tutti desiderano, per intenderci.
Ho sempre intercettato quelle problematiche, come se il percorrere l'inferno, prima dell'eventuale paradiso, lo potesse rendere più bello, in qualche modo.

Invece il paradiso, fu solo in quei brevi attimi, quando lo si poteva lasciare alle spalle, dimenticandolo, almeno per un po'.

In ogni amore importante, ho avuto la presunzione, di poter vedere la strada verso l'uscita, di poter indicare la via d'uscita, ma ogni volta ne sono diventato parte.

Nessuna donna, che ho incontrato, che ho amato, alla fine ha mai davvero deciso di voler abbandonare quel luogo tanto odiato, tanto amato, che a me piace chiamare inferno.
Potevo toccare tutto, vederne, quasi, ogni effetto, ma alla fine ho sempre lasciato che le cose andassero, così, come dovevano; ho sempre lasciato che scegliessero a modo loro.
Solo una cosa non ho mai voluto toccare, né toccherò: la libertà.

Certo, che lasciar fare la scelta sbagliata, ad una persona che ami, non è davvero facile.

La vita, in fondo, è semplice, è fatta di scelte; così mentre camminavo verso la macchina, attraversando quell' anonimo cortile, questi pensieri si affollavano nella mente.

Avevo appena abbracciato mio figlio, per salutarlo e lui, come sempre, non voleva lasciarmi andare, ma la vita è fatta di scelte ed io, ancora una volta, avevo scelto...

Mi chiamo Fabio e le statistiche dicono, che ho vissuto più della metà della mia vita.

Un'altra estate era trascorsa, un'altra indimenticabile estate, la numero 47 ad essere precisi.

Che estate! Di nuovo una vita da inventare.... Da dove venivo; lo conoscevo bene: una vita piena di esperienze, densa, diverse vite non sarebbero state sufficienti a contenerle tutte.

Dove stavo andavo, invece, non lo sapevo, potevo semplicemente continuare, a seguire il progetto, di cui ancora non vedevo l'insieme, ma ogni giorno, ciò che avevo fatto e capito, serviva al nuovo passo...Potevo, finalmente sentirne il profumo, il tiepido respiro dell'anima, tutto cominciò così....
....



domenica 22 settembre 2013

Ho conosciuto...

Ho conosciuto un Uomo in grado di fare verità.

Ho conosciuto un Uomo capace di Essere.

Ho conosciuto un Uomo capace di generare, ciò che gli uomini chiamano miracoli.

Ho conosciuto un Uomo, che mi ha insegnato a camminare.

Ho conosciuto un Uomo di cui non ho mai intravisto i confini.

Mi piace credere di averlo conosciuto, ma lui era sempre altrove, li dove solo pochi arrivano...

Ho conosciuto un Uomo, che mi ha insegnato, tutto ciò che conosco e soprattutto,  ciò che diverrró.

Ho conosciuto il Maestro, il mio maestro...Non aveva tempo...Non aveva età...

Ho conosciuto un Uomo...

Ora...Il suo ultimo insegnamento il più difficile, il più duro di tutti...

Non tornerà più...Per aiutarmi a capire, non tornerà più...

Non passa giorno....In cui non cerchi di comprenderlo, in cui il pensiero non vada a lui...

Semplicemente inarrivabile...

Ho conosciuto un Uomo, che mi ha indicato la strada per il paradiso...
Ora sono in quel paradiso; grazie a lui!

Ho conosciuto un Uomo.


lunedì 16 settembre 2013

Per te...

   









                                                                    Momento





"...Quella pace che tutti cercano, ma che solo pochi hanno la forza di trovare..."

Eccola; così vicino da poterla intravedere, da sentirne il profumo...

Quell'istante in cui tutto va in calma, calma profonda, il calore ti sazia lo stomaco; si espande senza alcun confine...né limite.

L'istante in cui, tutto nasce, in cui, tutto muore...
In cui tutto è fermo e tutto si muove...

Ora è perfetto...Dopo aver tanto vissuto, dopo aver tanto creduto e sbagliato...E'...
Sinfonia di grazia, che vale ogni cosa, ogni risposta...Senza più, alcuna domanda.

Mi percepisco, come semplice energia, costretto nel mio corpo... e
nel mentre, seduto in questo vagone, torno dove vivo...

...Sto rientrando a casa...

...Il gioco quasi compiuto; la storia ci sta aspettando... Prima di rientrare per sempre...

...Vivrò con te...

La storia è in debito con noi, un debito, che ora deve pagare...

E se quell'inferno, che ho attraversato, quell'inferno dove ho rischiato: di perdermi, di non riuscire ad uscirne più fuori, mi ha portato fin qui...

...Allora potrei percorrerlo nuovamente e poi ancora ed ancora... Così vicino da poterti quasi sfiorare...

Conosco la vita, quel tanto che basta...
Da sentirne l'odore, per poterla appena lambire...Accarezzare...

Conosco la tua Anima, quel tanto che serve, per poterla Amare...
A me questo basta...

La storia è in debito con noi...

Ho attraversato l'inferno, teso la mia mano...
Come da un lungo sonno, svegliati; abbiamo pianto, fino ad esaurire ogni lacrima,
la storia è in debito con noi...

Quando ti sfioro, sono sempre in ritardo,
la mia Anima era già lì, da sempre...Con la tua...

Ma io, dov' ero? 
Tutto è perfetto, ora...
Ora so cos'è l'Amore...

Ogni nota obbliga la successiva e rende necessaria la precedente, ogni nota sembra perdere se stessa, divenendo musica...L'anima, sembra perdere se stessa, divenendo...

Ti Amo come un Uomo, può Amare una Donna...
Il mio primo amore...Il mio ultimo Amore

Se devo morire, affinché la mia anima possa solo starti vicino, tranquillamente morirò...
Mio ultimo amore...

martedì 10 settembre 2013

200...220...240...e poi oltre...

E' quasi notte, ormai...

I riflessi si fanno pigri, i muscoli poco rispondono; il tempo passa.


Ormai fatico; fatico a superare i 260 km/h, sono stanco e il tempo passa.

Che bella giornata! Giorni che valgono una vita! Oggi vale una vita.

Non posso rinunciare a vivere, non lo faccio e non lo farò.

Oggi sono felice! Questo è tutto.

Oggi è già ieri...Il tempo passa.


Mi hanno insegnato, che in certi momenti, bisogna reagire, non pensare...

Non lo farò, è troppo forte e bella questa emozione, non vi sfuggirò...La guarderò, dritta negli occhi, fino in fondo...Non abbasserò lo sguardo...
Pronto a pagarne il prezzo.

E' con me! Lei.

Il suo profumo, il suo sapore...

Potrei fare...Starò fermo...Ancora una volta...

Ancora una volta le permetterò di lasciarmi, di andar via, ancora una volta.

Potrei...Starò fermo...Ancora una volta...

La sua libertà è più importante di ogni cosa, anche di me.

Ancora una volta, pronto a rischiare tutto...Ancora una volta...

Il coraggio di stare fermo...Lui conosceva l'Amore...Ancora una volta...

Le cellule che danzano, non posso fermarle e non lo farò...

Come se non gl'interessasse più appartenere a questo corpo, come se fossero altro da questo... 

Gioco con i pensieri e le immagini, gioco, mentre lacrime continuano a scorrere, anch'esse come non appartenessero a questo tempo, come venissero da un tempo lontano, ormai remoto...Ancora una volta...


Da quel tempo in cui credevo di amarla; non potevo, non ne ero in grado; da quel tempo, dove il tempo si ferma...e ora, che potrei...Ancora una volta...


Corro, faccio fatica; riflessi pigri e muscoli che poco rispondono.

Non c'e' velocità che possa raggiungere, che mi faccia allontanare, non ci riesco...Il suo profumo, il suo sapore è con me, inutilmente corro...

Il tempo passa e non ci aspetta...

Resta con me...Non te lo chiederò, ma resta con me...Ancora una volta...

lunedì 26 agosto 2013

Forte...Invincibile.

Forte non è colui che non ha mai pianto.

Invincibile non è colui che non ha mai perso.

Non è chi:
non ha mai smarrito la rotta, sorride sempre, è sprezzante del pericolo, non è mai fuggito o non ha mai avuto paura.


Forte è colui che non arretra, malgrado ogni avversità. Colui che da solo, ha il coraggio di rimanere saldo.

Chi piange, soffre, ma non arretra un passo.

Invincibile è chi non conosce sconfitta, malgrado abbia perso, più e più volte.

Invincibile è chi ottiene ciò, che davvero vuole, che può e sa pagarne il prezzo, qualsiasi esso sia.

Chi sa guardare il cielo, e  scorge l'azzurro, invece delle nuvole.

Chi sa soffrire, chi sceglie di farlo, potendolo evitare.


Una volta esistevano cavalieri e uomini invincibili, erano forti.
Il loro spirito errava libero, i loro occhi vedevano più lontano di tutti...

Invincibili, camminavano scalzi, attraverso la vita...
Avevano uno sguardo diverso, non conoscevano resa...
Sembravano provenire da un luogo senza tempo...
Guerrieri indomiti...

Spiriti puri, eppure, di cose ne avevano viste...
Senza alcuna morale, senza aver mai tradito la loro anima...

Pur se stesi al tappeto, sconfitti ed offesi, erano capaci di mantenere lo sguardo verso l'orizzonte...

Mai stanchi, malgrado ogni fatica...
Dotati d'infinita pazienza, affrontavano il dolore con dignità...

Sapevano della libertà, dell'Amore; conoscevano l'anima...Prima che queste, diventassero solo vuote parole, semplici simulacri, fatiscenti reliquie, contenitori privi di significato...
Prima che l'umanità diventasse quella che oggi conosciamo...

Amavano il gioco della vita, avevano l'attitudine alla vittoria e gli piaceva vincere...
Conoscevano ed usavano ogni strategia, capaci di percorrere ogni strada, per giungere all'obiettivo, alla meta... A casa...

Per lo più, erano Uomini solitari, coraggiosi, mai accomodanti...

Cavalieri erranti, fieri, da sempre...

...Una volta c'erano Uomini cosi, forti ed invincibili; mi piace credere, che qualcuno sia ancora tra di noi...Mi piace pensare, che alla fine, trovino quella pace a cui tutti ambiscono, ma che, poi, solo pochi, sono, davvero, capaci di trovare...

martedì 13 agosto 2013

E che la tempesta arrivi!

Aspetto, come se aspettare servisse a qualcosa...
Stupidamente girovago su FB, come se qualcosa potesse cambiare...

Solo...Non ho altra scelta, è così che mi piace...

Poi leggo quella frase, è K. Gibran, non poteva che essere lui:

"La tempesta può disperdere i fiori, ma non può danneggiare i semi.".


...I semi, ma sono solo un potenziale, ancora tutta la storia da fare...Chissà se mai la faranno, se mai germoglieranno...


E poi, prima o poi, la tempesta...Bisogna affrontarla, nella migliore delle ipotesi...

Forse il vento, disperderà il fiore, ma quel fiore, anche per un solo momento sarà stato...

Orgoglioso e con la sua sola presenza, è come dicesse: eccomi!!!

E nessuna tempesta, potrà cambiare questo...


Il seme, deve fare ancora tutto...Deve ancora decidere, se nascerà, se mai lo farà...

Credo, che alla fine, non conti molto, quanto tempo sia trascorso;
credo che, alla fine, sia importante come si sia vissuto...

E che la tempesta arrivi! Mi troverà qui, fermo, ad aspettarla...

P.s. : Si lo so, Gibran voleva dire un'altra cosa, ma a me piace vederla così.

venerdì 5 luglio 2013

Così...

Così, mescolo i pensieri, li mischio come carte nelle agili mani, di un esperto giocatore.

Così, come le singole carte, anche i pensieri si susseguono, nessuno è importante, nessuno riesce a carpire la mia attenzione.

Così, come l'esperto giocatore, continuo  ad usarli, senza credere a nessuno di essi.

Così, mentre intorno continuano a scorrere paesaggi, mi godo mio figlio mentre dorme, in braccio a me. Non c'è un posto vuoto, in questo treno che corre verso una di quelle rare cose, che mi tengono ancorato alla realtà di questa storia, la mia storia.

Così, mentre m'interrogo su cose, di cui non m'interessa la risposta, il viaggio prosegue.  

Così, come la vita è nel viaggio e non nei progetti che si fanno, allo stesso modo, continuo a far scorrere i pensieri, per stare nel viaggio. Inutile, chiedersi dove sia finita, quella magia...Quel profumo di mare, che, se pur per un breve attimo, mi aveva rapito, restituendomi calma, mi aveva fatto pensare, che la mia visione poteva realizzarsi...Solo pensieri, nel mentre il viaggio prosegue.

Così, sono nel viaggio, lottando per quell'unico punto, che sento reale...Il Centro!
C'è una libertà, che non si può spiegare, una libertà di cui non si riescono a percepire confini, nel mentre ti approssimi al Centro.

Così, mentre danzo sotto la pioggia, capisco, che possiamo essere liberi, esclusivamente fuori, da ciò che riteniamo certo ed assoluto, solo nell'approssimarsi e mantenendo il Centro, si può beneficiare della Libertà.

Così, impari che la libertà, come, del resto, tutte le cose davvero importanti, non sono come credevi che fossero, così come ti avevano insegnato, condizionato a pensare.
Impari ad essere madre e padre di te stesso. Impari ad essere costantemente fuori, dalle altrui pretese, fuori da quel gioco di macchine, dove tutto è già codificato. Impari a sorridere alle persone, che nell'inutile tentativo di trovare cibo per i loro complessi, cercano, vorrebbero forzosamente, inserirti in quegli schemi, negli angusti e pudriti percorsi, che non ti appartengono più. Sorrido, ognuna con le sue pretese (tutte uguali), come zombie in cerca di vita. Incentrati su tutte le cose che vorrebbero, incapaci, impossibilitati al dare incondizionato. 

Così, sorrido, senza chiedere nulla a nessuno, proseguo il viaggio. Libero, danzo sotto la pioggia, affronto i problemi  da Uomo. Sorrido alle critiche, agli attacchi, alle pretese; dovrei reagire, forse arrabbiarmi, ma a cosa servirebbe.

Così, pago il prezzo ogni giorno, affronto problemi e situazioni capaci di annichilire chiunque, ma io so danzare sotto la pioggia.

Così, solitario, continuo la mia strada, scalzo mi godo il viaggio, che ho deciso d'intraprendere...O il Centro o nulla, nessun compromesso, qualsiasi prezzo...

Così, come esperto giocatore, ho giocato in ogni campo, conosco tutte le carte, sorrido, dov'è finita quella magia, l'intelligenza di una Donna...Quella che, probabilmente, solo io vedevo...

Così, mi affido al Centro, lui m'indicherà il sentiero, renderà possibili altri miracoli, che ora, non solo, sono impossibili, ma neanche, posso vedere, immaginare.

Semplicemente...Così...

mercoledì 12 giugno 2013

Pagina bianca.

...Pagina bianca...

Bianca... Senza alcuna abrasione da cancellatura, senza alcun segno...Neppure velato...remoto!

Questo mi piace, quando il pensiero comincia a formalizzare, quando appena nasce, quando è primavera!

...Eppure, non passa giorno... 
" Il Maestro..." Non lo incontravo da moltissimo tempo, eppure lui c'era, e questo era sufficiente...

Avevo un solo punto fermo, nella mia vita...

Provo ad immaginare, una persona senza alcuna credenza, senza alcuna religione o morale... Senza fedi, senza miti.
Provo ad immaginare una persona, per cui TUTTO è relativo, senza coscienza, senza sogni, senza obiettivi...

Ecco, io non mi pongo ormai, neanche più tali "problemi"...

Avevo esclusivamente un punto di riferimento...
Ora il Maestro, non c'e' più...

...Ogni volta le lacrime non trovano argini...

Se togliete ad un Uomo senza miti, quell'ultima frontiera...
Quell'unico punto...

...Se potessi aver paura...L'avrei!

Se potessi arrabbiarmi, mi arrabbierei!

...............................

A cosa serve vedere le piccole cose?

...Questa sera, in un ristorante, vedevo le solite dinamiche in una cena di fine anno di scuola superiore...

Le ragazze, nel pieno del loro erotismo, intorno ai professori...

La vera lotta, non era nel catturare l'attenzione di quei "vecchi", bensì era tra di loro...
Tra chi fosse "La più bella del reame"...

...Quanta energia sprecata; ma cosa vuol dire: energia sprecata, per un Uomo senza miti...

Cosa vuol dire...E' davvero energia sprecata? 
Significa una sola cosa: significa spostare il centro, l'unico centro, fuori da se stessi!

Far dipendere l'immagine, l'auto considerazione, su altri...
Vincere quel gioco, significa la sconfitta!

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Poi, nei miei pensieri, si affaccia il mio amico,
quello che dà il meglio di sé, sotto stress!

E adesso, che vuole, mi chiedo...
Ah, si! Lui è quello degli assaggi nei piatti "affianco"...

Personalmente, non gli ho mai permesso di farlo con me.
Mi chiedo, il motivo di questo suo piacere.

...Lui è un guerriero, è un Amico...
Ha anche capito tante delle relatività della vita, ha superato molte morali...

Mi sono confrontato con lui, quasi, senza filtri...

...Insicurezza, un suo modo di fare contatto, di confermare le sue scelte...

In ogni caso; non funzionale...

Tengo al suo vero, non posso rafforzare la sua parte non evoluta...
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Maestro! ...

Mio Maestro! ...
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Sono figlio di mio figlio, padre di mio padre, madre di mia madre...
padre e madre di me stesso.

e ora...

Riconosco ogni tranello, sorrido sulle cose che dovrebbero "provocarmi",

...Amo chi voglio...Senza dirglielo...
Per semplice, esclusivo piacere personale...

Bisogna averne la capacità "tecnica"....
...
Non passa giorno...

...
Sono fortunato, perché ho avuto tanta sfortuna...
Sono fortunato, perché non credo alla sfortuna...
Non credo alla fortuna, sono fortunato.
Sono fortunato, perché ho affrontato ogni difficoltà, da solo, in silenzio...
Sono fortunato, perché posso scrivere, ogni volta, una pagina Bianca... Senza alcuna abrasione da cancellatura, senza alcun segno...Neppure velato...remoto!

Eppure...di sofferenze ne ho vissute, 
di vicoli ciechi, ne ho percorsi...

Sono fortunato, perché, mentre mangio in un ristorante e mia madre mi parla,
posso vedere le dinamiche di una scolaresca al tavolo affianco, posso vedere le dinamiche dei camerieri/e, dei pizzaioli, posso pensare al mio amico, a mio padre...Al mio Maestro...A mio figlio...A me stesso!

Ogni tanto mi viene voglia di fermare, di finire il gioco...
...E se cominciassi ad annoiarmi?

Se scoprissi, che chi ha fatto di più per me, chi ha fatto la mia fortuna, sono i miei "nemici"?
Se scoprissi, che i miei amici rappresentano le maggiori difficoltà'?

..........................................

A volte guardo quelle fedi (anelli)...
Nella mia testa, intendo...Si sono ancora lì, nel cassetto...

Sono fortunato...
Ci fu un tempo in cui amavo pensare, che si potesse vincere "malgrado" il sistema.
Mi chiedo, oggi, che senso abbia...

Sono fortunato, perché, ho capito, che se cerchi l'errore, se cerchi il punto di debolezza "dell altro", lo troverai...
Sono fortunato, perché non ho bisogno di cercarlo...

Sono fortunato, perché ho fatto tutto ciò che mi andava, tutto ciò che ho voluto...
Sono fortunato, perché ho potuto vedere ogni Mito, dissolversi...
Perché sono riuscito a non piegarmi...

Sono fortunato, perché della fortuna non m'interessa nulla, perché non credo alla fortuna...

Sono fortunato, perché sono solo,
perché cambio i pannolini a mio figlio e lo abbraccio di notte!

Perché sono libero da ogni pretesa...
Sono libero...

Perché il Maestro, il mio... Mi ha insegnato a guardare dentro me stesso, mi ha insegnato a camminare a piedi scalzi...

Mi ha insegnato tutto; tranne una cosa...
... ... ...
Quella cosa, che nessuno può insegnarti...Ancora in viaggio...
Ancora una volta...Come ogni volta...
Pagina bianca.


martedì 21 maggio 2013

20 Maggio 2013... Un guerriero, un capo, un maestro, un saggio...Un Uomo.

Non so, se davvero esiste una lotta tra bene e male.
Non so, tra quale bene e quale male.

Senza alcuna certezza, né morale... 


Ho conosciuto un Uomo, che combatteva da solo...


...E' un giorno triste, di quella tristezza a cui non si può, né si vuole reagire...


"...Mi piace la fiamma della candela, quando si guarda il quel punto, dove si concentra la massima luminosità, è come una finestra, che si apre, che mette in contatto due mondi. E' come fosse una finestra tra l'Essere e esistere..."


Eri, per me, quella fiamma, quel punto più luminoso, che squarciava ogni buio...


...Quella luce, capace di ridare dignità all'essere Umano, a questa Umanità...
    Persino a me stesso...

Hai combattuto da solo...ed hai vinto...


Il seme è gettato, il gioco è compiuto...


Quella fiamma non può spegnersi, né essere spenta, perché, quella fiamma è ora, nell' anima di molti...E' ora; l'Anima di molti!

giovedì 2 maggio 2013

Ballando sotto la pioggia.

La vita non è aspettare che passi la tempesta, ma imparare a ballare sotto la pioggia! (M.Gandhi)


Se penso all'esistenza, mi vengono in mente quei tratti di strada asfaltata, apparentemente senza senso, che iniziano e finiscono in mezzo ad un prato.

Mi soffermo a guardare le piste di decollo o atterraggio, negli aeroporti.
Così mi appare la vita.

A prima vista, senza motivo alcuno.

Pochi metri, lineari, inutili!

Eppure, indispensabili.

Il senso di quei pochi metri di vita, allora, qual'è?

Qual'è il senso, per un Uomo senza miti, né fedi? Per chi ha vissuto molto ed intensamente?

Per chi ha fatto quasi tutto il percorso?

Per un Uomo così, il senso della vita è il semplice piacere, è nel danzare sotto la pioggia, anzi, la pioggia rende il ballo ancora più bello.

Per un Uomo così, il senso della vita, è in quei brevi istanti, quando le ruote, accarezzano l'asfalto, nell'erotismo di quel contatto; rude e delicato, allo stesso tempo, dove non si può sbagliare, una sola, unica opportunità. In quell'attimo, in cui le ruote, la lasciano per sempre, in cui lo sguardo le vede allontanarsi.

Necessitati uno all'altro: così l'Essere gioca con la vita, con l'esistere.

In quei pochi metri di strada, che sembrano stare lì senza scopo, né causa, tutto accade; all'ombra del ritmo incalzante del mondo circostante; avviene l'incontro!

Uomini così, sono rari!

Vivono, per lo più, una vita solitaria e questo, gli piace!

Possono darti universi di senso o, semplicemente, ignorarti, per loro, è lo stesso!

La forza scorre in loro, anzi, ne sono parte, addirittura, l'agevolano.

Possono essere leader o gli ultimi, di un gruppo, per loro è uguale!

Amano la musica, il bene mangiare, il bello, la Grazia e tutto ciò che decidono.

Non fanno filosofia, semplicemente, vivono.
Camminano scalzi, con ogni tempo e se piove, continuano a danzare!

Sono Uomini, che hanno pagato un prezzo elevato, sempre pronti a pagarlo di nuovo; sono Uomini!


Posso sopportare qualsiasi prezzo, così come ho già fatto.
Posso danzare sotto la pioggia, così, come già faccio.
Posso sedermi di fronte a questi Uomini e guardagli negli occhi, ma anche non farlo: è indifferente!

Questi Uomini godono la vita, così, come è giusto...che sia!


mercoledì 3 aprile 2013

E' ora di andare!

N.b. Questo blog è semplicemente piacere personale, non vuole dimostrare niente a nessuno, ho il massimo rispetto di tutti e di ogni idea.
Qui ci sono i miei pensieri, niente di più. Interrompete la lettura, se percepite, ciò che leggete, come "violenza"...Oppure, affrontate il viaggio, con umiltà o come piace dire a me: "a piedi scalzi...".



Ma quale differenza ci sia a vivere un giorno, uno o cento anni, non l'ho ancora capito.

Che differenza c'è?

Se la vita si riduce semplicemente all'esistenza, è logico considerare il suicidio, come normale possibilità.
Certo, ci sarebbe la via semplice, della fede in qualche religione.
Gli uomini ne hanno a disposizione più di una.

...Ho fatto tutti i percorsi, ma non mi bastano.

Se esistesse il paradiso, la vita eterna, che senso avrebbe, allora, l'esistenza?

Davvero gli uomini, riescono ad immaginare un Dio, tanto infantile?
Se ti comporterai "bene", avrai la vita eterna!
Davvero noi uomini siamo divenuti così stolti?

...Con questi ameni pensieri, mi accompagno, mentre mangio patatine e senape, in una birreria di Roma.

Molte persone intorno, distraggono i loro pensieri, la loro vita; aspettano. Si, aspettano, come quando sei in attesa, di salire o scendere da un bus.

Chi parla di calcio, chi di lavoro, nel mentre pensano ad altro, facendo finta di niente.

È chiaro, che qualche cosa è intervenuta.

L'Uomo, ha conosciuto epoche diverse, si evolve (forse), ma la sua essenza è sempre li, come se lo stesse aspettando.

Qualcuno sostiene, che l'uomo è l'unico essere su questo pianeta, che può avere un dopo, perché l'unico dotato di coscienza, capace di auto percepirsi.
Allora perché è l'unico che non raggiunge lo scopo?

...Se fai il bravo, ti compro le caramelle!
Come fa ad essere sufficiente questo!
È chiaro che esistono diverse umanità, diverse civiltà.

Per ciò che vedo; ci sono uomini risultato di interazioni con altre civiltà, altri come generati in laboratorio, poi ci sono quelli che tornano da molte centinaia di anni e chi è qui per la prima volta.

Nessuno, però, è esonerato!

A qualcuno è dato vedere i propri nipoti, ad altri vedere le proprie idee diventare realtà.

È se mai esistesse il Salvatore del mondo, avrebbe un senso? Quale?

È poi quale mondo? Questo?
Quello di qualche millennio fa? O quello che verrà tra qualche millennio?

Se ci fosse già stato? Allora che significato avrebbe l'esistenza?


.... ...
Qualche giorno fa, sono stato ad un classico multilevel; più raffinato, in quanto basato sull'emotività/stile di vita.

Cosa avrebbe "registrato", percepito, una persona con sensibilità?
... "La macchina che si approssima all'umano", questo avrebbe registrato.
Sono stato male 4 giorni, male nel senso fisico del termine.

Perché? Proprio per questo! La macchina, che si rende simile alla vita.

In pratica un amica!
Lei, ovviamente, è inconsapevole; gli ho anche detto che tornerò.
E, ora, potrei anche farlo.

In occasioni del genere, ricordo, con quale pochezza vivono gli esseri umani.

Lei è una donna "in gamba", eppure...
I suoi anche l'appoggiano, in questa iniziativa. (Così funziona, di solito :-) )

Lei è abituata a"buttarsi" nelle cose o nelle persone, eppure, sarebbe in gamba.

Mi ha conquistato due anni fa, ma questo non basta. Anche se, ancora non ha capito la differenza, tra essere e sembrare.

Io posso mimetizzarmi e lo faccio!

.... ...

Ancora mi chiedo: se avessi potuto scegliere di non essere...Di non esistere, cosa avrei scelto? Oppure l'ho fatto!

Se non ho scelto io...
Non ne ho la responsabilità.

Quel primo istante, quell'ultimo istante...
Tra questi due istanti si colloca il paradiso! Unico spazio di possibilità.

A piedi scalzi, continuo a camminare; ogni giorno, l'orizzonte si amplia,
capisco sempre di più le semplici, elementari, perfette regole, che non prevedono e non hanno eccezioni. Meravigliosamente, spietatamente perfette!

Sempre di più vedo e poi capisco, quanto l'uomo sia solo libero di poter sbagliare;
no, non siamo liberi, abbiamo un progetto a cui attenerci.

Possiamo usare la creatività, per inventare la strada, ma anche la creatività vera, arriva solo ad un certo punto, quel punto che sarebbe l'inizio, ma che pochi uomini hanno il coraggio e l'umiltà di cercare.

Le patatine sono finite...è ora di andare! 

mercoledì 27 febbraio 2013

Semplicemente...Un copione!

Crediamo di pensare, di riflettere;
siamo convinti di avere idee proprie, a volte, persino riteniamo, di essere liberi.

Eppure, semplicemente guardando, con l'intero, che siamo;
si vede che tutto è codificato.

Passiamo molto tempo a scegliere: vestiti, scarpe, tutto ciò che compriamo e quando, poi, si osserva attorno, tutto, in realtà, è già stabilito, predefinito e predeterminato.

...Vari "tipi" di camminata, anch'essi abbinati al modello che quel giorno s'indossa, quel modo di guardare o di non guardare, quelle frasi da usare al telefono o quelle parole da utilizzare in caso servissero; il tutto senza esserci. 
Un copione che in modo automatico si ripete, ognuno ha il suo od almeno crede di averlo.

Quei "quattro" pensieri, che ci ripetiamo ogni giorno, facendo finta di non accorgersi, che sono sempre gli stessi. Anche i soliti, campionati problemi, sono sempre uguali, immutabili. Quando si prova, se ci si prova, a riferirsi a se stessi, si è costretti a ricorrere a pensieri, anch'essi campionati. Quei pochi che si chiedono ancora: "Io chi sono?". Hanno bisogno di schemi, parole da dirsi. Si definisce anche l'anima, come se fosse altro da se stessi. Eppure, mi chiedo, chi davvero la senta; la sia. 
Ed intanto la Vita scorre.

La cosa che intenerisce e fa sorridere, è che poi si abbia la presunzione di credere, di avere un'individualità, s'immagina di poter essere creativi, si sia convinti, addirittura, di vivere. Semplicemente si esiste, senza mai Essere.

Mi guardo intorno, anche ora, e vedo solo codici.
Le emozioni, la vita, sembrano scorrere, senza interagire, senza intercettare gli uomini, sembrano essere altro.

...C'è chi fuma, chi no; chi grida, chi no;
il manager impegnato; il senza tetto all'angolo della stazione; l'avvocato ed il prete; la donna che cammina sui tacchi, quella che la guarda, pensando al suo turno; il poliziotto ed il ladro. Ogni cosa, ogni ruolo è già previsto, in nessuno scorre vita, nessun sorriso, nessuna vera emozione, nessun reale progress.

Ombre insicure, che cercano gli sguardi di altre ombre: ombre che cercano conferme, in altre ombre.
Pensieri, poggiati sul nulla, che vorrebbero improbabili sicurezze. Sicurezze del niente.
Le sicurezze, le certezze, non esistono; sono anch'esse parte e frutto di quel mondo immaginifico che si ritiene reale e per il quale, ci si immola e si resta nel vuoto.

Ogni tanto, viene la tentazione di sentirsi soli, anche se ciò, non è possibile. 

Ti godi quel calore della pancia, sai che tutto ciò che ti serve è già con te.

L'unica libertà che abbiamo, è esclusivamente quella di poter sbagliare la propria vita.


Amo quel calore, il vibrare in risonanza di quelle cellule, che mi legano al mondo reale, di cui sento, spesso, nostalgia. 


A volte, si ha l'impressione, che la vita invii dei Saggi, dei veri leader; sembrano Esseri invincibili, eppure sono quelli disposti a pagare, e lo fanno, il prezzo più alto. Sono la vera provvidenza, stimolatori infiniti di Vita. 
Vivono esclusivamente nella creatività, il copione, la macchina, non trovano nulla da poter "aggredire", non possono intercettarli; il loro sorriso sornione, sottolinea che la vita, che l'Essere è invincibile, perché ha già vinto, è già fuori dal gioco. 
Qualcuno ha il desiderio di volerli cercare, di poterli incontrare, proprio in quel tratto di storia, che si ha il privilegio di poter condividere.
Sembrano non avere un passato, il loro sguardo è già nell'eterno, il seme che pongono, genera risultati, che vanno oltre le generazioni, la loro azione cambia il mondo.

Ho avuto la fortuna d'incontrare uno di questi Uomini; però, non è importante, che si sia tutti geni, scienziati od altro; l'unica cosa che davvero conta, è quella di realizzare il proprio pieno, il proprio progetto originario ed unico: piccolo o grande che sia, fuori da ogni copione, ovviamente!

domenica 20 gennaio 2013

Poi d'improvviso, scaraventato, mi trovai ad esistere...

C'e' un luogo, non luogo, dove il tempo non scorre...

              Dove non esiste il buio, perché la luce non serve...

              Dove non esiste silenzio, perché nessun suono può attraversarlo...

              Dove lo spazio è inutile, perché l'infinito non basta a contenerlo...

Poi d'improvviso, scaraventato, mi trovai ad esistere...
a dover imparare, a dover vedere, ascoltare, e tra gli infiniti percorsi possibili, cercare, l'unico vero...

Ora conoscevo il tempo, lo spazio e prigioniero ne avevo paura, perché?

Forse l'Essere aveva bisogno di me, per esistere? Almeno quanto io di lui, per Essere?

Un gioco? 

Dove si scambia l'esistere con l'Essere, dove l'unico che può perdere sono io.

Io dono il tempo all'Essere, perché il tempo... Rende prezioso esistere, rende irripetibile ogni momento, da vita alle emozioni.

Poi d'improvviso, il tempo smette di esistere, ogni pensiero, ogni ricordo, qualsiasi emozione, semplicemente non è mai stata.

Ogni persona che hai incontrato, che hai amato... Ogni cosa che hai reputato importante, fondamentale, allo stesso modo di come ha avuto un inizio, d'un tratto si conclude, finisce.

In quel luogo senza spazio, dove il tempo non trascorre, perché non esiste,
non puoi portare nulla, all'infuori di quel piccolo tratto, di cui l'Essere ha bisogno per esistere, quell'unico punto è tutto ciò che hai...

È semplicemente in prestito, è dato per il tempo della vita, ed in quel tempo, solo in quel tempo, si può guardare oltre la porta... Solo in quel tempo si può dare storia a quel punto, unico vero, reale...

Costantemente fuori dalla storia, ride di questo tempo che non è, di questo luogo costruito per esistere dove non può entrare appieno, non posso prescindere dallo spazio, dall'aria e dallo scorrere.

E' nella possibilità esistere più volte, in modi, mondi ed universi, 
diversi, dove la memoria non ci segue; la memoria non esiste, 

siamo materia ed energia, la materia non esiste...

Un giorno dovrò lasciare ogni cosa, dovrò lasciare lo scorrere del tempo, 
non avrò uno spazio dove respirare, nessuna memoria, né emozioni,
di ogni amore non potrò portare niente: 

non sarò mai esistito o sarò riuscito nel gioco di partecipare per un istante all'Essere,
ma lì, il tempo non scorre e allora quell'istante è eterno, un attimo o l'eterno: nessuna differenza...

Guardo oltre quella porta, la testa non basta, completamente fuori gioco, inutile fardello...

Così com'è inutile credere in un problema, Credere...

Costantemente verificare e mettere ordine, in ciò che i pensieri portano a ciò che la mente vorrebbe farti credere...

Un unico, celato, reale sentiero... Da percorrere a piedi scalzi...

Poi d'improvviso, scaraventato, mi ritrovai ad esistere...


sabato 19 gennaio 2013

Cosa vorrei fare, ora!

Intanto il tempo trascorre, passa...
Viviamo costantemente preoccupandoci di ciò che non ci appartiene, continuando a rincorrere le ombre.

Le persone più affermano, più sono convinte di amarti, più ti dichiarano questo amore e più ti fanno male, beh, almeno ci provano.

Più ti giurano vicinanza, più ti tradiscono, beh, almeno ci provano.

Più cerco di guardare e più mi sembra di vedere, che noi non possiamo che "difendere" il nostro spazio, il nostro territorio, mentre costantemente viene assediato.

Nessuno può farti male, se tu non sei complice, in qualche modo.

Credo che si inizi ad amare quando lasciamo entrare volontariamente, qualcuno in quelle terre, in quello spazio, che lottiamo costantemente per difendere.

Ho fatto entrare molte persone, in quelle terre; potrei scrivere qualsiasi cosa:
che non lo meritavano, che erano superficiali, ecc.ecc. 
Non sarebbe vero, ogni volta, bisogna avere la lucidità, di ammettere di aver sbagliato, bisogna bere il calice amaro.

Prima o poi, la vita tornerà a scorrere.

Penso a quelle persone e non riesco ad odiarle, eppure, qualcuna ha rubato, altre hanno tradito, altre finto, altre non capito; tutte lontane da se stesse.

In qualche modo, qualcuna è ancora con me, qualcuna ho dovuto "ucciderla", per nessuna provo rancore, risentimento.


Intanto il tempo trascorre, passa...
Viviamo costantemente preoccupandoci di ciò che non ci appartiene, continuando a rincorrere le ombre.

Ogni giorno, ogni momento diamo per scontate infinite cose, il nostro cervello ci nasconde la semplice verità: niente è scontato, NIENTE!

Diamo per scontato, che gli amici non ci tradiranno, che il nostro amore sarà per sempre, che i figli ci sono vicini, che il sole sorge, e che dopo un respiro ne seguirà un altro...
Tutto falso e su queste falsità, fondiamo i nostri giudizi, la nostra vita.

Qualche giorno fa, in una piazza di un piccolo paese della Sabina, ho visto dei ragazzi, prendere delle sedie di plastica, dal bar e dopo averle allineate in modo approssimativo, le hanno usate come pali di una porta, per un improbabile campo di calcio.

Cosa vorrei fare ora?

Vorrei fare come loro; vorrei uscire suonare qualche citofono, improvvisare un campo di calcio e giocare.
Ma ormai, tutte le persone che conosco hanno altro di cui preoccuparsi, altro su cui recriminare, mentre, il tempo trascorre.

Ormai hanno problemi di lavoro, di famiglia, e tante altre cose che non hanno più tempo e forse, voglia di vivere.
Quante partite non giocate, quante vite sprecate...inutili!

Ma io posso cambiare il mondo, il mio mondo, perché voglio ancora giocare!